Il dipinto raffigura un paesaggio sovrastato dal monte Cornetto. In particolare, la veduta si sviluppa a partire dalla ripresa del bassopiano prativo, per poi ascendere gradatamente ai primi bastioni collinosi che inquadrano, fra le fronde degli alberi, la cima del Cornetto sullo sfondo, a lambire il cielo pallido.
Gli stilemi dell'opera, legati ancora a modi tardo ottocenteschi di ripresa del paesaggio, in cui si notano ascendenze latamente impressioniste, è databile entro il primo quarto del Novecento, più precisamente nel torno d'anni che coincide con la fine dell'esperienza d'insegnamento di Luigi Comel a Rovereto presso la Scuola Reale Elisabettina, e il ritorno del pittore nella città natale (1914). Le pennellate, particolarmente sapide nella resa vibrante dei prati che inquadrano la veduta della montagna incombente, corroborano l'opera.