in basso a sinistra, "Jac. Callot Inven. et fe."
Nel margine inferiore, da sinistra a destra, ai due lati dello stemma, "ILLVSTRISSIMO MAXIMOQVE VIRO D. D. LVDOVICO PHELYPEAVX DNO. DE LAVRILIERE COMITI CONSISTORIANO SACRARVM IVSSIONVM IIII VIRO/IA. CALLOT VOVET DEDICAT CONSECRATQUE"
Sotto la dedica, "Informes larvae, caecis stabulata latèbris/Monstra suum rupère Chaos, atque agmine facto/Letiferis orbem violant lucemque venenis. / Tot scelerum facies Erebo mutauit Erèmum. / Intereà vasti quid agis sub fornice saxi / Sancte senex, tantos sentis et despicis hostes? / Nil spirat mortale tibi nec Gaudia pectus. / Blanda mouent, nec frangit Amor, nec funera terrent,/Mens infixa polo reparans=que ab Origine vires/Sustinet in terris quas ridet in aethere pugnas"
in basso a sinistra dello scudo, "Cum. Pruil. Reg. "
in basso a destra dello scudo, "Israel excu 1635"
Questa incisione rappresenta la seconda versione del tema de "Le tentazioni di Sant'Antonio" realizzata dall'artista (la prima risale attorno al 1616) ed è caratterizzata da una scena irreale e fantastica, di grande complessità iconografica e compositiva, con connotazioni simboliche e reminescenze dell'arte tedesca e fiamminga che rappresenta, in un affollato contesto figurativo, S. Antonio con un crocifisso in mano mentre resiste alle mostruose creature vincendo così tentazioni e vizi. Tra questi si riconoscono le personificazioni della Lussuria nelle due donne nude e dell'Invidia in quella a dorso del mostro, mentre nella parte superiore domina la figura di Satana. La stampa presenta cinque stati; le variazioni si notano nell'iscrizione lungo il margine inferiore presentante la dedica a Louis Phéleypeaux de la Vrilière (dignitario di Luigi XIII e collezionista d'arte), il suo stemma ed i versi. In particolare: sei rosette nello stemma (primo stato); ventuno rosette nello stemma (secondo); inserimento di IIII tra IVSSIONVM e VIRO ed i due tratti "=" tra "reparans" e "que" (terzo), mentre per il quarto ed il quinto si segnalano solo varianti nello scudo e nell'ortografia. Firmata In basso a sinistra: "Jac. Callot Inven. et fe.". Nel margine inferiore, da sinistra a destra, ai due lati dello stemma sormontato da un elmo e circondato da elegante decorazione a fogliami, iscrizione. Stampa tagliata. Terzo stato su cinque. In passepartout.
Brazza Caiffa S., Schede, in L'arte nel segno. Uno sguardo alla collezione di stampe della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, Gorizia 1998