in basso al centro sotto il campo figurato: A Paris chez Mondhare rue S.t Jacques.
in basso a sinistra sotto il campo figurato: Imp. Lamoreux r. S.Jean. de Beauvais 12 Paris
in basso al centro sotto il campo figurato: LA TENTATION DE S.T ANTOINE
in basso a sinistra sotto il campo figurato: Si Consistans adversum me Castra/ Non timebit Cor meum. Psal. 26. v.3.
in basso a destra sotto il campo figurato: Quand meme je verrois une armée de Demons Campée autour/ de moi, mon Coeurne les crainderoit point. Pseaume 26. v.3
in basso al centro sotto il campo figurato: Dedié a Messire Gilbert de Montmorin de S.t Herem Eveque de Langre/ Par son tres Humble et tres Obeissant Serviteur la Fosse
in basso a destra: 2475
in basso a destra: 45.8 31
L'incisione di Callot fu più volte copiata, nel senso dell'originale (come in questo caso e nell'incisione di Pierre Picault) e nel senso contrario (da Pacot e da J.C.Baur). Callot aveva già trattato lo stesso tema, ispirato a Firenze dai suoi contatti con il teatro, ma l'esperienza della realtà delle "Miserie della guerra" lo spinse a meditare di nuovo sull'aspetto degli orrori dell'inferno: il cannone dall'aspetto diabolico che spara in primo piano, al posto degli innocui mostri che bevono e cantano, e la chiesa in fiamme sullo sfondo, invece del corteo con portantina, testimoniano il mutamento nella visione del maestro, nel senso di una più accentuata drammaticità. Delle due versioni delle "Tentazioni di sant'Antonio" di Callot, la giovanile non fu mai pubblicata (Le Blanc, 1856, sostiene che è "tres rare a trouver belle"), mentre la seconda (questa, copiata da La Fosse) fu pubblicata nell'anno della morte dell'artista, per cui il 1635 si dovrebbe considerare come termine post quem per datare le copie che ne vennero tratte.
Le Blanc C., Manuel de l'amateur d'estampes, Paris 1854-1890, I-IV