Kylix con orlo verticale, vasca basa con profilo esterno convesso, piede ad anello sagomato con doppia cordonatura, anse a bastoncello a profilo quadrangolare, ripiegate verso l'alto, impostate obliquamente sulla vasca. All'esterno, sotto l'orlo, tralcio d'ulivo sinistrorso, interrotto in corrispondenza delle anse; all'interno, sotto il labbro, un tralcio d'edera destrorso, in parte sovraddipinto in bianco, in parte a risparmio; al centro, una civetta di profilo a sinistra, con il muso frontale, con particolari anatomici incisi e ottenuta a risparmio. Fondo risparmiato, con fascia concentrica nera all'interno. Impasto: argilla depurata. Argilla: 10YR 8/3 very pale brown. Sovradipinture in bianco.
La kylix appartiene al gruppo delle cosiddette "stemless cups", ampiamente diffuse sia nella produzione a vernice nera italiota, che nella ceramica sovradipinta, in particolare di quella del Gruppo del Cigno Rosso. Il prototipo di questa forma è da ricercare nella ceramica attica, in particolare in un tipo attestato soprattutto dalla metà del V fino al secondo quarto del IV sec. a.C.
Calandra E., La ceramica sovraddipinta e la ceramica di Gnathia: tra la Grecia e la Puglia, in Ceramiche attiche e magnogreche collezione Banca Intesa, Milano 2006, III