Il capitello è frammentario con un solo giro di foglie d'acanto sulla corona residua e con una rosetta quadripartita, avente un bottoncino centrale, fortemente aggettante dall'abaco.
Tagliaferri 1981, n. 432 lo identifica come "capitello di imitazione corinzia" e lo data al VI secolo; lo studioso ritiene che il lapicida abbia avuto come modello i capitelli del battistero callistiano. Lusuardi Siena e Piva (Lusuardi Siena, Piva 2001, pp. 498, 557, n. 21) ipotizzano, in base alla misura del diametro, ricostruito alla base (19 cm.) che sia pertinente a un ciborio marmorio, forse destinato all'altare maggiore della cattedrale di Santa Maria Assunta e voluto dal Patriarca Callisto. Si può notare infatti che per tecnica e decoro (nonostante la particolarità di un solo giro di foglie d'acanto) il frammento testimonia la sua appartenenza alla bottega che opera al notissimo tegurio per il fonte battesimale.
Lusuardi Siena S./ Piva P., Scultura decorativa e arredo liturgico a Cividale e in Friuli tra VIII e IX secolo, in Paolo Diacono e il Friuli altomedievale (secc. VI-X) (Atti del XIV Congresso Internazionale di Studi sull'Altomedioevo - Cividale del Friuli - Bottenicco di Moimacco, 24-29 settembre 1999), Spoleto 2001
Tagliaferri A., Corpus della scultura altomedievale. X. Le diocesi di Aquileia e Grado, Spoleto 1981
L'Orange P./ Torp H.P., Il tempietto longobardo di Cividale, Roma 1977, VII/1
Zorzi A., Guida del Museo di Cividale, Cividale del Friuli (UD) 1899
della Torre M., Mosaici monografie di fabbricati romani, selciati...dissotterrati in Cividale del Friuli, parte II, 1819