Edicoletta con fronte all’incirca quadrata e terminazione superiore piana. Su un basso zoccolo liscio poggiano due colonne tortili con base modanata (plinto, toro) e capitelli fogliati (quattro foglie lisce arricciate agli angoli e ferri di lancia intermedi), reggenti un architrave a due fasce coronato da una gola rovescia. Sul fondo della nicchia, in corrispondenza delle colonne, aggettano due ante lisce. Tracce di gradinatura sul fondo della nicchia; fianco sinistro e faccia superiore martellinati; fianco destro gradinato; retro solo sbozzato. Due incassi quadrati sulla faccia superiore.
Il livello qualitativo dell’opera è alto, sia per l’impiego del marmo che per la raffinatezza del ritratto. Si osserva un effetto di contrasto coloristico tra il chiaroscuro drammatico della veste, il linearismo dei capelli e la tenue distensione dei piani del volto, sereno nell’espressione distaccata e privo di indugi d’ombre nelle pieghe naso-labiali e nelle fossette ai lati della bocca, solo accennate. Nonostante questo contrasto, l’armonia compositiva è preservata mediante una sintesi plastica dei panneggi (che rifuggono dall’analiticità descrittiva) e sapienti richiami, come tra le linee dei capelli e le scanalature delle colonne. Il pezzo andava inserito nella fronte di un monumento di più grandi dimensioni: cfr. le due edicole con ritratto, dello stesso tipo, dal sepolcro degli Haterii (Katalog der Skulpturen. Vatikanische Museen, Museo Gregoriano profano ex Lateranense. Die Grabdenkmäler 2. Die Ausstattung des Hateriergrabes, a cura di G. Daltrop, H. Oehler, Mainz am Rhein 1996, cat. 3-4: 110-120 d.C.). La datazione in età traianea è assicurata dal taglio del busto, dallo stile e dal tipo di pettinatura che segue da vicino i ritratti imperatorii.
UBI ERAT LUPA, http://www.ubi-erat-lupa.org/