sul cartiglio in basso al centro: [...] AGRORUM [...] / [... P]UBLICATIONE [...] / [...] / [...] / [...]
La scena raffigura un corteo che si avvia in processione all'uscita dalla chiesa della Madonna del Rosario di Sedegliano in occasione dell'inaugurazione dell'edificio. In testa alla fila, i portatori di crocefissi e di stendardi precedono il sacerdote con il suo seguito e quattro uomini che trasportano a spalla la statua processionale della Madonna con Bambino in trono. A seguire c'è un fitto gruppo di fedeli, tra i quali alcune donne con i rosari e degli uomini con ceri processionali accesi. In primo piano sulla sinistra una donna con una bambina e uno storpio con le grucce osservano il corteo dando le spalle all'osservatore, mentre sul lato opposto un fanciullo accanto a un carretto rivolge il proprio sguardo in direzione opposta, verso l'esterno della tela. Sullo sfondo, a destra, si scorge un'altra chiesetta campestre.
Il dipinto fa parte di un dittico nel quale sono rappresentati due fasi della storia della chiesetta "de Madone", ovvero la sua distruzione e la celebrazione dell'avvenuta ricostruzione. Nella tela in esame è raffigurato questo secondo momento. Si tratta sicuramente della chiesetta campestre della Madonna del Rosario, costruita dopo la sconfitta dei Turchi nella battaglia di Lepanto (1571), in occasione della quale sarebbe apparsa proprio la Vergine. Il dipinto fu commissionato nel 1768 dal parroco Giobatta Torossi nel 1768 dal parroco Giobatta Torossi, e ancora oggi si registra una grande devozione per la Madonna del Rosario, testimoniata dai molti ex voto e dalla processione che ogni anno si svolge nel primo pomeriggio della Domenica di Pasqua (Felli, 2005). La donazione della tela è documentata nel Registro Doni n. 722 del 1938.
Felli V., Schede, in Segni della devozione. Materiali dalla collezione Ciceri, Udine 2005
D'Orlandi L./ Perusini G., Il costume popolare carnico, in Antichi costumi friulani, Gorizia 1988
Ciceri L., Religiosità popolare in Friuli, Pordenone 1980