L'armadio è tripartito sul fronte mediante lesene aggettanti e decorate da un capitello intagliato in stile ionico. Le due parti laterali, entrambe convesse, presentano un'unica portella, mentre quella centrale è caratterizzata da una doppia anta racchiusa in un fastigio architettonico ad arco su cui è posto un coronamento riccamente intagliato, nel quale spicca il motivo rococò della conchiglia. Ogni anta presenta una cornice gradinata di due toni di azzurro che racchiude motivi decorativi a foglie, fiori, volute e controvolute su fondo oro. Anteriormente, è collocato il banco modanato con piano in essenza di noce e decorazione pittorica. Il fronte, ripartito da lesene aggettanti, presenta tre specchiature finemente incorniciate. Quella centrale accoglie la personificazione della Pietà, alata e dolcemente adagiata a terra, con una fiamma sopra il capo, la mano portata al petto e l'altra posata su una cornucopia appoggiata al fianco. Le due laterali raffigurano paesaggi. Il banco è collegato all'armadio tramite due piani ribaltabili, che una volta sollevati permettono l'accesso allo spazio esistente tra in due elementi. Il manufatto termina con un basamento a zoccolo, modanato e gradinato.
Il Monte di Pietà a Cividale fu istituito nel 1494 in un periodo segnato da calamità, causate dalle invasioni dei Turchi e da carestie, per venire incontro alle crescenti necessità economiche della popolazione. L'opera, di autore ignoto, ma sicuramente attribuibile a una bottega friulana, risale alla metà del secolo XVIII, momento in cui la produzione di mobilia in regione raggiunse la sua massima espressione. Il secolo vide la fioritura della produzione dei grandi armadi, non solo per i Monti di Pietà, ma anche per le farmacie, le sagrestie, le biblioteche e gli archivi. Numerosi sono gli esemplari disseminati in Friuli, realizzati grazie alla possibilità degli artigiani locali di formarsi nelle botteghe di Venezia, specializzate e ben organizzate sul piano corporativo. I modelli friulani si ispirano sicuramente ai modelli lagunari, ma trovano un'identità creativa nella loro austerità priva dei preziosismi veneziani. Il banco del Monte di Pietà di Cividale, sul piano decorativo e cromatico, si colloca nell'ambito stilistico del Rococò ovvero del cosiddetto Barocchetto italiano. Caratteristiche principali di tale stile sono l'articolazione sinuosa della linea che si sviluppa in curve, controcurve e ricci, l'abbondanza dei motivi fitomorfi, di ornati fantasiosi e bizzarri, volatili, baldacchini, cesti e festoni di frutta, ramages di fiori e foglie, richiami al mondo orientale o cinese. Il mobile in esame, in origine realizzato per il Monte di Pietà di Cividale, pervenne al Comune della cittadina friulana, il quale successivamente lo mise in vendita. Prima che lasciasse il Friuli, grazie ad un accordo tra la Soprintendenza e il Comune di Cividale, il manufatto ligneo fu donato dall'antiquario Albano Bernardi al Comune di Udine. In seguito a un restauro, esso fu esposto presso l'allora Museo Friulano delle Arti e Tradizioni Popolari, sito in via Viola. Il mobile presenta affinità formali con altro armadio di medesima provenienza e oggi parte della collezione della Fondazione Friuli, già Fondazione CRUP (cfr. scheda OA 18993).
Milan E., L’armadio ligneo per il Monte di Pietà di Cividale, in Udine. Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, Udine 2009
Bergamini G., Dal Monte di pietà alla Fondazione Crup. Breve storia di un'istituzione e di una collezione d'arte, in La Collezione d'arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. Opere d'arte antica, Ginevra/ Milano 2008, 1
Miotti T., Il mobile friulano, Milano 1970