In un cortile, un suino, appeso per le zampe posteriori a un uscio aperto, viene macellato da un norcino, accovacciato presso l'animale; l'uomo porta pantaloni grigi e una camicia giallo ocra, ha il capo coperto da un cappello marrone a tesa larga e ai piedi calza dalmine di legno e cuoio. Sullo sfondo, oltre i pali e gli steccati in legno di una recinzione, si scorgono alcune case, sulla sinistra, e più oltre montagne coperte di vegetazione.
L'opera riprende il linguaggio di un dipinto di analogo soggetto eseguito da Cussigh nel 1937, che si conserva ai Civici Musei di Udine (cfr. Arturo Cussigh, 1981, p. 30). In entrambe le composizioni, il pittore sembra guardare "non solo ai riferimenti popolari della cultura visiva locale, ma sicuramente al maestro toscano Ottone Rosai e, suggestionato dal suo primitivismo arcaico", sembra descrivere "i tratti anatomici delle figure, caricandole in senso realistico e popolare" (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 35).
Cargnelutti R./ Di Ronco M., La Pinacoteca del Museo Carnico, Tolmezzo (UD) 1999
Dalla Marta T., Arturo Cussigh - pittore (1911-1990), in Tumieç, Udine 1998
Cargnelutti R., Arturo Cussigh: un maestro del Novecento, in Arturo Cussigh 1911-1990, Udine 1993
Arturo Cussigh, Arturo Cussigh, Tavagnacco (UD) 1981