in basso a sinistra: M. Canciani
Paesaggio montano con in primo piano il fiume e sullo sfondo le montagne. Predominano i colori freddi. In primo piano il fiume, di scorcio, occupa con le limpide acque turchesi tutta l'ampiezza del dipinto. Ai lati lo incorniciano prati verde intenso. La metà superiore del quadro è un degradare dal blu intenso dei monti più bassi, al blu grigio delle cime più alte coronate di nubi, al grigio del cielo.
Formatosi da autodidatta a stretto contatto con il circoscritto ambiente figurativo friulano, Marcelliano Canciani fece propria la lezione del Realismo pittorico tardo ottocentesco di ascendenza veneta. La sua arte, anche in pieno Novecento, rimase fedele al genere paesaggistico alpino che egli continuò a ritrarre, secondo i canoni realistici, con una notevole attenzione alla resa atmosferica e alla cura del dettaglio. La sua posizione in perfetta sintonia con i dettami artistici della tradizione accademica gli consentì di ottenere ampi riconoscimenti a livello regionale tradotti in partecipazioni assidue alle mostre che andarono organizzandosi tra Udine, Gorizia e Trieste nel corso degli anni Venti e Trenta. Anche nel secondo dopoguerra l’artista continuò a mantenere una vivace attività espositiva allestendo, proprio a Gorizia a Palazzo Attems, una mostra personale nel 1947 in cui espose ben 150 delle sue opere. In occasione della sua autopresentazione per l’inaugurazione, egli disse che "Riprodurre un paesaggio è come riprodurre la fisionomia di una persona: curare la linea, il colore, gli effetti e soprattutto darle vita e movimento. La pittura ha la sua parola, la sua musica, ciò che noi riproduciamo sulle tavolette non deve essere vivo, parlante solo per noi, ma per tutti coloro che amano contemplare la natura bella con squisito sentire" (R.M. Cossar, Storia dell'arte e dell'artigianato in Gorizia, Pordenone 1948, p. 466). In queste parole è possibile cogliere la poetica sottesa all’intera produzione dell’artista che mai si allontanò dalla fedele riproposizione del reale e da un sicuro ed onesto mestiere pittorico. Tali assunti trovano applicazione puntualmente nel dipinto di cui si tratta che raffigura una veduta del fiume Piave nei pressi di Sappada. Le limpide e trasparenti acque fluviali occupano tutto il primo piano, mentre sul fondo si stagliano i profili aguzzi dei monti. Si tratta di un tema caro all’artista che più volte, nel corso degli anni, lo ripropose nelle sue opere; lo scorcio paesaggistico prescelto ritrae, infatti, uno dei luoghi della Grande Guerra e allude al significato storico simbolicamente rivestito dal fiume all’inizio e al termine del conflitto. La tela, esposta alla già citata mostra goriziana del 1947, è giunta alla sua attuale ubicazione per dono dell’autore nel 1948. (GRANSINIGH 2007, p. 150)
Gransinigh V., Schede, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007
Alta Montagna, Alta Montagna, Gorizia 1947