Ritratto a mezzo busto di bambino all'età di circa dieci anni. E' raffigurato di lato appoggiato ad un supporto e ruota il viso verso lo spettatore. Tiene in mano un piccolo disegno sul quale è raffigurato un rudere di un edificio antico ricoperto dalla vegetazione. Ha i capelli biondo scuro e i gli occhi nocciola. Indossa un abito blu scuro arricciato e stretto in vita da una cintura in cuoio, con le maniche anch'esse arricciate ed ampie raccolte sul braccio da un nastro. Sopra un ampio colletto bianco ricamato a giorno.
Dal fondo scuro della tela emerge, illuminato da un fascio di luce trasversale, il volto dell’effigiato che, volgendosi con uno scarto improvviso del capo alla sua destra, indirizza lo sguardo malinconico al di fuori dello spazio pittorico, lasciando in ombra l’altra parte del viso. L’ampio colletto bianco che orna l’abito scuro del ritrattato contribuisce a concentrare la luminosità al centro del dipinto, rivelando i tratti somatici minuti e delicati del visetto infantile. Il fanciullo regge con una mano avanti a sé il disegno di un paesaggio in cui si intravedono alcune architetture in rovina. Il dipinto raffigura Carlo de Catinelli junior, figlio del colonnello goriziano Carlo de Catinelli (1780-1869), che aveva intrapreso la carriera militare nelle file dell’esercito austriaco distinguendosi per le sue valorose imprese in alcune delle maggiori battaglie contro Napoleone. I suoi incarichi militari lo avevano portato a viaggiare molto in tutta Italia e all’estero, mettendolo in contatto con artisti, uomini politici e di cultura a livello internazionale. Le sue fattezze giovanili ci sono note grazie al ritratto a matita che di lui Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867) realizzò a Roma nel 1816 e che è oggi conservato presso la medesima collezione museale (F. MAGANI, Schede delle opere, in Ottocento di frontiera. Gorizia 1780-1850 Arte e Cultura, catalogo della mostra di Gorizia, Milano 1995, pp. 36-37). Personalità di rilievo nel contesto goriziano dei primi decenni dell’Ottocento, Carlo de Catinelli fu anche benefattore del pittore Giuseppe Battig che sostenne economicamente in più di un’occasione e fu merito suo se il giovane artista poté recarsi, nel dicembre del 1835, a Venezia per iscriversi all’Accademia di Belle Arti. Già l’anno successivo, il nome del goriziano compariva tra quelli dei premiati con il primo accessit per la copia della testa dalla stampa (Discorsi letti nella I. R. Accademia di Belle Arti in Venezia per la distribuzione de’ premi […], Venezia 1836, p. 58), riconoscimento che decretava le discrete abilità tecniche dell’allievo. Negli anni successivi, a questo primo successo altri se ne andarono aggiungendo (R.M. COSSAR, Storia dell'arte e dell'artigianato in Gorizia, Pordenone 1948, p. 334), mentre il giovane artista portava a compimento i propri studi seguendo le lezioni di Elementi di figura di Ludovico Lipparini (1800-1856) e quelle di Pittura del friulano Odorico Politi (1785-1846). Autore di pale d’altare che si conservano nella chiesa metropolitana di Gorizia, pare che egli si cimentasse raramente nel ritratto e il dipinto di cui si parla rappresenta probabilmente una delle occasioni offertegli dal suo protettore per restituire i favori ricevuti. L’età apparente dell’effigiato suggerisce di collocare cronologicamente l’esecuzione della tela alla fine del quarto decennio del secolo, quando Battig si trovava ancora a Venezia, prima del trasferimento in Polonia. Le affinità giustamente rilevate da Lucilla Ciancia con la figura di destra del Ritratto dei due nipoti (1832) di Michelangelo Grigoletti indurrebbero a ritenere l’opera di Battig realizzata sotto l’influsso del pittore pordenonese che in quegli stessi anni risiedeva a Venezia e che, dal 1839, ottenne l’incarico di “aggiunto” alla cattedra di Elementi di figura all’Accademia. Se, pertanto, l’artista goriziano non ebbe modo di vedere personalmente il dipinto di Grigoletti, realizzato qualche anno prima, potrebbe essersi dimostrato pronto ad accettare qualche consiglio del più anziano collega in merito all’impaginazione della propria tela. (GRANSINIGH 2007, p. 74).
Gransinigh V., Schede, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007
Ciancia L., La pittura di Giuseppe Battig (1820-1852), in Studi Goriziani, Gorizia 1989
Bradaschia G., Andiamo insieme a visitare i Musei Provinciali di Gorizia, Gorizia 1980
Malni Pascoletti M., La pinacoteca di Palazzo Attems, in Studi Goriziani, Gorizia 1977
Cossar R.M., Storia dell'arte e dell'artigianato in Gorizia, Pordenone 1948
Bozzi C. L., Pittori goriziani dell’800, in La Panarie, Udine 1939
Esposizione Artistica, Esposizione Artistica Gorizia 1894. Catalogo-Guida, Gorizia 1894
Ippaviz L. C., La Prima Esposizione Artistica Goriziana, Gorizia 1888