Il recto presenta una composizione con due rettangoli su fondo nero: quello superiore, più alto, di colore blu, quello inferiore viola, entrambi con colature nere. Nel verso su uno sfondo anche in questo caso nero spicca un rettangolo arancio e fucsia su cui sono sovrapposte colature e pennellate di colore nero.
Il lavoro fa parte di un nucleo, documentato anche con una serie di prove nel Fondo Predonzani dell'Università degli Studi di Trieste, appartenente all'ultima fase dell'attività di Dino Predonzani, che può essere definita il suo secondo momento informale e che è compresa tra il 1963 e il 1971. I citati disegni dell'Ateneo triestino sono certamente delle prove in quanto alcuni fogli sono tagliati e dipinti su entrambi i lati. Quello in esame è tagliato in modo irregolare nella parte superiore e presenta sul verso un'opera evidentemente divisa a metà (l'altra metà è visibile sul verso del disegno con numero d'inventario PRE 082 - D_11592). La composizione sul recto richiama le opere di Marc Rothko, con due rettangoli su fondo nero, uno più grande, azzurro, e l'altro più piccolo, viola; le colature di colore nero sono sovrapposte (l'artista interpreta a modo suo la pittura di Sam Francis e Jackson Pollock). Per l'analisi del verso si veda la scheda PRE 082 (D_11592), mentre per i riferimenti iconografici si rimanda alla scheda del disegno PRE 080 (D_11590). Per quanto riguarda la tecnica, l'autore prima passa sulla carta uno strato di cera e in un secondo momento l'inchiostro di china.
Paganini S., L'opera del pittore Dino Predonzani: itinerario critico, in Archeografo Triestino, 2006