angolo inferiore destro, etichetta: 4765
verso, al centro dell'angolo superiore, su toppa: Barozi
Il foglio - eseguito a rapidi tocchi di matita e matita rossa su carta grigio azzurra, la cui lettura è compromessa dalle condizioni conservative precarie - raffigura tre angeli che circondano e sorreggono una figura femminile abbandonata in deliquio, con lo sguardo rivolto al cielo. Potrebbe trattarsi forse della transverberazione di Santa Teresa d'Avila.
Negli inventari il foglio - approdato nelle collezioni nei tardi anni Sessanta del secolo passato grazie alla donazione della studiosa fiorentina Chiara Battigelli Baldasseroni - è erroneamente rubricato sotto il nome di Federico Barocci. Un'analisi stilistica porta tuttavia ad escludere questa attribizione; il disegnoo - dalla grafia già settecentesca - andrebbe forse assegnato al bolognese Serafino Barozzi (1735-1810), di cui i musei conservano un progetto architettonico (inv. 4764) pervenuto in occasione della medesima donazione. In assenza di appigli concreti, tale proposta rimane un'ipotesi di lavoro aperta.