XX

Oggetto
cartolina propagandistica
Soggetto
allegoria
Titolo
Es lebe der Bundesbruder
Editore
Wohlgemuth & Lissner Kunstverlagsgesellschaft m.b.H.
Cronologia
1915
Materia e tecnica
cartoncino/ fotoincisione, stampa tipografica
Misure impressione
mm - altezza 90, larghezza 140
Misure foglio
mm - altezza 90, larghezza 140
Codice scheda
S_8956
Collocazione
Gorizia (GO)
Musei Provinciali
Musei Provinciali. Fototeca
Iscrizioni

in basso al centro: Es lebe der Bundesbruder.

angolo inferiore destro: Käthe Kruse

verso, margine sinistro, in verticale: Wohlgemuth & Lissner, Kunstverlagsgesellschaft m.b.H., Berlin

verso, margine sinistro, in verticale: “Feldgraue Puppen von Käthe Kruse” / 6 Darstellungen.

verso, margine sinistro, in verticale: GES. GESCH. No 1081

verso, in alto al centro: Primus / Postkarte

verso, in alto a sinistra: 1717

verso, in basso a destra: A|365

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L’alleanza tra Impero tedesco e quello austro-ungarico interpretata dalle bambole in uniforme militare create da Käthe Kruse, la cui firma si legge nell’angolo della cartolina. Luigi Ambrosini, giornalista inviato del quotidiano “La Stampa” in Germania prima dell’ingresso dell’Italia nel conflitto, le vide esposte nel marzo del 1915 alla grande fiera internazionale di Lipsia. “Ci soffermiamo dinanzi ai modelli stupendi delle bambole di Käthe Kruse, l’artista di fama mondiale. Quest’anno Käthe si è specializzato [sic] nelle bambole di guerra, ha lanciato in commercio i suoi magnifici soldati snodati che possono prendere tutte le posizioni, fare tutti i movimenti della persona viva. Si gioca anche con la guerra; si produce con un soldato meccanico una specie di siero immunizzatore della paura, del ribrezzo della guerra, della lotta, del corpo a corpo. Si lavora a vaccinare i ragazzi di sei, di sette, otto anni contro l’epidemia pacifista” (Ambrosini 1915, p. 82). Per servire la propaganda bellica, le bambole vestite da soldato di Käthe Kruse divennero allora anche le protagoniste di una serie di cartoline che inscenano quadretti di vita militare, contribuendo in questo modo a familiarizzare i bambini con la guerra e, per il pubblico adulto, a minimizzare le conseguenze del conflitto o banalizzarne alcuni aspetti attraverso immagini rassicuranti.

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BIBLIOGRAFIA

Ambrosini L., Un mese in Germania durante la guerra, Milano 1915