Pittino Gifredo detto Pittino Fred, XX

Oggetto
stampa a colori di riproduzione
Soggetto
natura morta con astici
Cronologia
1974
Materia e tecnica
carta/ litografia a colori
Misure impressione
mm - altezza 405, larghezza 595
Misure foglio
mm - altezza 500, larghezza 700
Codice scheda
S_124831
Collocazione
Trieste (TS)
Sede del Dipartimento studi umanistici
smaTs. Archivio degli scrittori e della cultura regionale. Lascito Fonda Savio
Iscrizioni

Gilfredo, meglio noto come Fred, Pittino, è stato uno dei più importanti pittori del Novecento friulano. Dopo essersi avvicinato alla pittura da autodidatta e aver lavorato ed esposto a Udine con i giovani Afro e Mirko Basaldella, Max Piccini e Argillotto Modotto, nel 1930 si era trasferito a Milano, dove si era accostato a “Novecento” mantenendo tuttavia una propria indipendenza stilistica. Tornato in Friuli, nel 1939 aveva iniziato a lavorare come frescante, per assumere poi il ruolo di direttore artistico della Scuola mosaicisti di Spilimbergo, continuando per tutto il dopoguerra a privilegiare la pittura da cavalletto. Le nature morte che dipinge negli anni Settanta e Ottanta, e che spesso traduce in incisioni e litografie, manifestano come in questo caso il gusto del quotidiano, reso con una materia fluida, stesa con tocchi brevi e sapientemente fusi, appena diradati nelle litografie, dove viene scelto di privilegiare gli effetti acquerellati. Questo tipo di produzioni si articola intorno a composizioni di piccoli oggetti, spesso accostati a una parete in una nicchia con una mensola, dove la luce, proveniente dall’alto a sinistra, proietta ombre colorate sulla parete: secondo un espediente a cui Pittino ricorre spesso in dipinti di questo genere, come Conchiglia (1969), Strumenti e conchiglie (1973) Astici (1975) e Griglia e bilancia (1981). Con la maturità, l’artista affina il mestiere e sembra lasciarsi guidare dal piacere del “fare arte”, che trova appunto in queste nature morte una disimpegnata occasione di una pittura e di una grafica chiara e sensuale, che spesso si nutre di temi marini, visto che fra gli anni Settanta e Ottanta, Fred Pittino si dedica spesso alla rappresentazione della laguna di Grado, articolandola anche, come in questo caso, nella descrizione nei suoi prodotti ittici. La presenza di un’opera di questo tipo nella collezione di Antonio Fonda Savio, solitamente poco interessato agli artisti contemporanei, si spiega proprio in virtù del soggetto marino, che poteva richiamare la grande passione del collezionista per quei temi.

BIBLIOGRAFIA

De Grassi, Massimo, Schede, in "Ricorda e Splendi". Catalogo delle opere d'arte dell'Università degli Studi di Trieste, Trieste 2024