in basso a sinistra: Petelin
in basso al centro: (Gravura)
in basso a destra: A. Černigoj / 1955
La figura di un gallo viene interpretata secondo il linguaggio neocubista senza rinunciare, nella scomposizione e ricomposizione delle forme, a particolari descrittivi nella cresta e nei bargigli. Per esito formale, oltre che per il soggetto, l’incisione può essere messa a confronto con il disegno di collezione privata, pubblicato nel catalogo della mostra del Museo Revoltella di Trieste del 1998, “databile negli anni ‘54/’55, di grande slancio compositivo nella sicurezza dei segni con cui Černigoj ristruttura liberamente i connotati di un gallo. Siamo sempre nella scia cubista, con un accento, in questo caso più decorativo (…) nella scelta dei colori vivaci, a campitura compatta, o tratteggiata o punteggiata, entro le campiture geometriche predisposte dal disegno. Il gallo appare iscritto in una leggera traccia di segni, da cui si diparte l’intera scomposizione del soggetto, restituito in un’allegra e fantasiosa combinazione bidimensionale” (Campitelli 1998, p. 284, n. 108).
Augusto Černigoj, Augusto Černigoj, Monfalcone (GO) 1994
Campitelli M., Schede, in Augusto Cernigoj (1898-1985). La poetica del mutamento, Trieste 1998