sotto la parte figurata al centro: Gaetano Zancon disegnò
in basso: Francesco Petrarca
in basso: All'Ornt:mo Sign:re Giup:e Gaspari/ Segretario dla Municipalità di Verona/ Luigi Svidercoschi D.D.D.
angolo inferiore destro: N.° 81
verso, in alto: D'invio / Matteo Palastrini/ al Si.r D.r Rossetti/ di Trieste
sulla cartella che contiene la stampa al centro: Questo Rittrato del Petrarca/ Da parte il Sig.r Matteo Palastrini/ viaggiatore in Stampe e Libri/ il quale fa li distinti complimenti/ al Sig.r Roseti in Trieste/ come pure da parte Marenigh Editore/ del. Tasso fa i umili complimenti/ Tanto a Lei Sig.re come pure al Sig.r/ Pasquale Roseti
sulla cartella che contiene la stampa in basso: N. ° 81
L'acquaforte condotta alla maniera puntinata presenta in basso a destra la numerazione rossettiana "N.° 81": essa infatti compare citata nel catalogo della raccolta edito nel 1822, all'interno della Collezione terza che documenta l'incremento della collezione tra il 1819 e il 1822, al n. 81 della sezione iconografica: "81. Inc. a bulino. Gaetano Zancon disegnò. Ritratto con cappa, laurea, e pelliccia, con la leggenda - Francesco Petrarca All'Ornat. Sig. Giuseppe Gaspari Segretario della Municipalità di Verona Luigi Svidercoschi. D.D.D." (Rossetti 1822). Tuttora l'incisione (cfr. Nodari 2005) è conservata all'interno della cartellina di cartoncino azzurro nella quale l'aveva posta il Rossetti, che trascrisse pure su di essa il numero d'ingresso in raccolta "N.° 81". Sopra la cartella c'è una scritta a penna che attesta come l'erudito si procurò la stampa da un certo Matteo Palastrini, amico dello stampatore Marenigh di Venezia, che si qualifica "viaggiatore in stampe e libri": "Questo Rittrato del Petrarca Da parte il Sig.r Matteo Palastrini viaggiatore in Stampe e Libri il quale fa li distinti complimenti al Sig.r Roseti in Trieste come pure da parte Marenigh Editore del. Tasso fa i umili complimenti tanto a Lei Sig.re come pure al Sig.r Pasquale Roseti". La stampa è opera di Gaetano Zancon (Bassano 1770/ Milano 1817), incisore e disegnatore che, formatosi in patria presso la stamperia dei Remondini, si trasferì per un certo periodo a Bressanone dove incise i paesaggi del pittore Pietro Merchioretto. Tornato alla fine del secolo nel Veneto, fu attivo dal 1797 a Padova dove eseguì una serie di stampe satiriche e politiche di stampo filonapoleonico. All'inizio dell'Ottocento la sua attività si spostò Verona, dove iniziò una vastissima produzione di immagini a stampa di dipinti, intesa a documentare il più largamente possibile il patrimonio storico artistico della città veneta. Il suo progetto andava di pari passo con il censimento delle opere d'arte cittadine che il pittore Saverio Dalla Rosa stava compiendo dal 1803 nel suo Catastico. Il Dalla Rosa concepì inoltre il progetto della pubblicazione di un'opera organica in cui commentare e illustrare i capolavori della "Scuola Veronese di Pittura", con il tramite delle incisioni di Zancon, che sarebbero state incise a solo contorno. Il progetto editoriale si arenò, ma Zancon pubblicò ugualmente nel 1806 alcune delle tavole nella "Raccolta di 60 Stampe delle più celebri pitture di Verona". La serie gli valse nel 1807 il titolo di socio onorario della locale Accademia. Seguirono nel 1809 le "Opere scielte de' più celebri pittori italiani sin'ora inedite disegnate ed incise da G. Zancon", poi la "Galleria inedita raccolta da privati gabinetti milanesi, edizione incisa in rame con illustrazioni", pubblicata a Milano presso Fusi nel 1812, e le illustrazioni per l'opera Giuseppe Carpani "Raccolta delle migliori dipinture che si conservano nelle private gallerie milanesi", edita a Milano per la Tipografia de' Classici italiani nel 1813. L'attività incisoria dello Zancon è caratterizzata nei primi anni dell'Ottocento da un tratto netto, con minime indicazioni chiaroscurali; l'acquaforte in esame invece presenta la tecnica cosiddetta a lapis, caratterizzata da una fitta puntinatura per la resa dei chiaroscuri e della plasticità delle forme. L'esemplare è firmato "Gaetano Zancon disegnò", che attesta la paternità del disegno preparatorio sicuramente a Zancon, lasciando alcuni dubbi invece sull'autografia dell'incisione. La dedica in calce all'immagine "All'Ornatissimo Signore Giuseppe Gaspari Segretario della Municipalità di Verona Luigi Svidercoschi D.D.D." pone un riferimento cronologico preciso per la stampa, che con tutta probabilità fu eseguita tra il 1797 e il 1809, periodo in cui il Gaspari occupò la carica di Segretario della Municipalità di Verona. L'acquaforte copia un Ritratto di Petrarca dei Musei Civici di Padova di Anonimo artista dei secoli XVII-XVIII (cfr. Attardi 1997), considerato a sua volta una derivazione da un prototipo tardo quattrocentesco andato perduto, che ricorda nella tipologia della figura colta di profilo destro e caratterizzata da un naso pronunciato e adunco il famoso ritratto miniato del poeta attribuito ad Altichiero, presente nel codice ms lat. 6069 F della Biblioteca Nazionale di Parigi.
Nodari F., La sezione iconografica della raccolta petrarchesca piccolominea della Biblioteca civica "A. Hortis" di Trieste, in Le collezioni del Museo petrarchesco piccolomineo nella Biblioteca "A. Hortis" di Trieste, Firenze 2005
Rossetti D., Raccolta di edizioni di tutte le opere del Petrarca e di Enea Silvio Piccolomini, Pio II, Venezia 1822
Attardi L., Schede, in Da Padovanino a Tiepolo Dipinti dei Musei Civici di Padova del Seicento e Settecento, Milano 1997