Sadeler Jan I, XVI

Oggetto
stampa smarginata
Soggetto
scena campestre con figure
Autore
Sadeler Jan I (1550/ 1600) - incisore
Schwartz Christoph (1545 ca./ 1592) - inventore
Editore
Duc S.B.
Cronologia
1588 post - 1595 ante
Materia e tecnica
carta/ bulino
Misure foglio
mm - altezza 240, larghezza 300
Codice scheda
S_1677
Collocazione
Gorizia (GO)
Palazzo Attems Petzenstein
Musei Provinciali. Gabinetto dei disegni e delle stampe
Iscrizioni

Sulla sinistra della stampa si vede una fontana, nella quale si trova una statua di Venere e Amore. L'acqua sgorga dal seno della dea ed esce dalla vasca dando origine a un piccolo ruscello. Quest’ultimo passa sotto il corpo di una cortigiana che suona un liuto, seduta sulla sinistra, alla quale possono essere riferite le parole del primo dei tre distici latini incisi ai piedi della stampa, che invitano all’unione carnale approfittando dell’assenza del marito (parafrasi di Proverbi VII, 19). Un cane che urina, visibile al centro della composizione, contamina l’acqua che viene poi bevuta da un pastore, posto sulla destra. All’uomo con la lancia alle spalle del giovane, al quale si rivolge il suo gesto, possono essere riferite le parole del terzo distico che avvertono che chi arde per Venere è come colui che si disseta con la prima cosa che trova. Al vecchio in secondo piano al centro, che indica la fontana e tiene in mano un libro, andrebbe infine riferito il distico centrale, che invita a non farsi sedurre dalle lusinghe delle prostitute e a bere solo da una fonte pura. Panofsky (1961) ha suggerito di riconoscere nel vecchio l’umanista, medico e filosofo Girolamo Fracastoro, che reggerebbe in mano il suo 'Syphilis sive morbus gallicus', un poema in esametri sull'origine, la natura e la cura della sifilide, il "mal francese", in cui precise teorie, esperienze e conoscenze medico-scientifiche sono elegantemente riformulate ricorrendo all'intreccio mitologico e pastorale. Nella stampa sarebbero dunque raffigurati due personaggi del poema: Sifilo, il giovane pastore che beve, e il giardiniere e cacciatore Ilceo. Senza respingere l’interpretazione iconografica di Panofsky, è stato tuttavia osservato che la raffigurazione sembra testimoniare meglio le idee popolari sull'origine della sifilide, permeate di precetti biblici sulla castità, che le idee di Fracastoro espresse sulla malattia nel poema. L'incisione è citata da Le Blanc (1888) con il titolo "Cortigiana seduta presso una fontana". L'indicazione contenuta nell'iscrizione riguardante Monaco, anche se relativa solo a Schwartz, può rivelare un collegamento con il soggiorno di Jan Sadeler il Vecchio a Monaco nel 1589, come incisore di corte: è forse a questo periodo che si deve ascrivere l'incisione. Anchenella traduzione grafica di Sadeler permane un'accentuata intonazione manieristico-veneziana, che si riallaccia alla formazione di Schwartz a Venezia presso Tintoretto.

BIBLIOGRAFIA

Limentani Virdis C./ Pellegrini F./ Piccin G., Una dinastia di incisori: i Sadeler. 120 stampe dei Musei Civici di Padova, Padova 1992

Panofsky E., Homage to Fracastoro in a Germano-Flemisch Composition of abaut 1590, in Nederland Kunsthistorisch Jaarboek, 1961

Le Blanc C., Manuel de l'amateur d'estampes, Paris 1854-1890, I-IV