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L'incisione fa parte della Galleria Giustiniana, una raccolta di 330 tavole incise divise in due volumi che riproducono parte della raccolta di antichità del marchese Vincenzo Giustiniani (Chio 1564-Roma 1637), iniziata dai primi del Seicento. Nel primo volume sono riprodotte statue di divinità, eroi e viri illustres; nel secondo, busti o ritratti, teste ideali, erme di filosofi e divinità, rilievi, sarcofagi e are. Promosso all'inizio degli anni Trenta, il progetto fu affidato a un gruppo trentacinque artisti, italiani e stranieri, tra i quali si possono citare Joachim von Sandrart, Josse De Pape, Michael Natalis, Karel Philips Spierinck, François Duquesnoy, Andrea Podestà, François Perrier, Claude Mellan, Giovanni Luigi Valesio, Anna Maria Viani, Cornelis Bloemaert, Pierre I de Bailliu, Johan Comin, Valéry Regnard, Charles Audran, Johann Friedrich Greuter. Secondo la critica, le incisioni furono eseguite fra il 1630 e il 1637. La prima impressione, realizzata dalla bottega di Giuseppe De Rossi, fu seguita nel 1757 da quella curata a Genova da Carlo Losi, che verosimilmente non fu seguita da altre edizioni. Rispetto alla prima, l’edizione settecentesca presenta la numerazione delle tavole in basso a sinistra. La serie completa delle incisioni si trova presso l'Istituto Nazionale della Grafica, a Roma, mentre 280 lastre incise sono state individuate nel 1983 dalla Soprintendenza Archivistica della Liguria e restaurate a cura dell'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. La collezione del Giustiniani fu completamente dispersa. L'esemplare in esame, inserito nel primo volume, non porta il nome dell'autore e la precisazione dell'autografia non è semplice, dato che sulle datazioni e gli interventi dei vari collaboratori le informazioni sono ancora approssimative. Questo e tutti gli altri fogli appartenenti alla serie conservati nei Musei Provinciali di Gorizia faceva parte dell’edizione settecentesca.
Ficacci L., Claude Mellan, gli anni romani. Un incisore tra Vouet e Bernini, Roma 1989
Algeri G., Le incisioni della Galleria Giustiniana, in Xenia, 1985, 9