fronte: d(is) m(anibus) / benemereti Iulianeti q= / ui vixit annus X ςII. fecet / cun virginio suo / p(lus) m(inus) annu unu, m(enses) II, d(ies)[- - -]. / dolies maritus con= / tra votum poset. recess[it] / in pace fedeles I.I. id(us) m(aias o artias).
Lastra parallelepipeda in calcare, con iscrizione.
Traduzione: "Agli dei mani; alla benemerita Iuliane, che visse diciotto anni e trascorse con suo marito più o meno un anno, due mesi, [- - -] giorni. Il marito dolente pose contro quanto si augurava. Se n’è andata in pace da battezzata due giorni prima delle idi di marzo (o di maggio, cioè il 14 di marzo o di maggio)". Si tratta di un epitaffio dedicato dal marito alla moglie Iuliane, morta da battezzata, a diciotto anni, dopo poco più di un anno di matrimonio. Il ductus delle lettere è irregolare. Da notare: alla terza riga "annus" sta per "annos"; il numerale VI è reso con l’episemon; "fecet" sta per "fecit"; alla quarta riga "cun" sta per "cum"; "virginius" è al posto di "maritus"; alla quinta riga "annu unu" sta per "annum unum"; alla sesta riga "dolies" sta per "dolens"; alla settima riga "poset" sta per "posuit"; all'ottava riga "fedeles" sta per "fidelis". Interessante è la presenza della sigla pagana d(is) m(anibus) su un'epigrafe chiaramente dedicata ad un individuo di fede cristiana, vista la presenza del cristogramma inciso tra la D e la M. Queste due lettere evidentemente non avevano più il significato originario e stavano dunque probabilmente ad indicare semplicemente un sepolcro, posto sotto la legge romana.
Vergone G., Le epigrafi lapidarie del Museo Paleocristiano di Monastero (Aquileia), Trieste 2007
Forlati Tamaro B./ Bertacchi L., Aquileia. Il Museo Paleocristiano, Padova 1962