fronte: ἐνθάδε κῖντε Θε= / ώμνιστος υἱὸς Θεῶ= / μνίστου ἀπὸ πόλε[ως] / τῆ[ς] Ἀραβίας / ἐτῶν πέντε ἔτι ἅ<μ>α / Σευῆρα θυγάτερ Ζηνόβ= / ου μηνον ζ'ἀπὸ αὑ= / τῆς τῆς πόλεως Νιλώου
Lastra parallelepipeda in marmo con iscrizione.
Si tratta di un epitaffio in lingua greca dedicato a due bambini, provenienti dalla stessa città, sepolti nella medesima tomba: Θεώμνιστος un maschietto morto a cinque anni e Σευῆρα una bambina defunta a sette mesi. La città di provenienza è oggetto di discussione: secondo la Guarducci (1978) si tratterebbe di Arabia, un centro situato nell’Egitto ai margini orientali del Delta, secondo altri autori (si veda il recente contributo di L. Boffo) corrisponderebbe a Niloos. Il ductus è piuttosto regolare. La scena figurata mostra i due piccoli defunti nel paradiso. Da notare: alla prima riga κῖντε sta per κεῖνται; alla sesta riga θυγάτερ è una variante per θυγάτηρ; alle righe 6-7 Ζηνόβου sta per Ζηνόβιου; alla settima riga μηνον (con accetto circonflesso sulla o) sta per μηνῶν. Alle righe 6 e 8 il lapicida ha erroneamente scritto l’E onciale come un Σ maiuscolo lunato e viceversa.
Vergone G., Le epigrafi lapidarie del Museo Paleocristiano di Monastero (Aquileia), Trieste 2007
Boffo L., Orientali in Aquileia, in Antichità Alto Adriatiche, Trieste 2003
Brusin J.B., Inscriptiones Aquileiae, Udine 1991-1993, 3
Bisconti F., Le rappresentazioni dei defunti nelle incisioni sulle lastre funerarie paleocristiane aquileiesi e romane, in Antichità Altoadriatiche, 1987
Beschi L., Le arti plastiche, in Da Aquileia a Venezia: una mediazione tra l'Europa e l'Oriente dal II secolo a.C. al VI secolo d.C., Milano 1980
Guarducci M., Epigrafia greca, IV. Epigrafi sacre, pagane e cristiane, Roma 1978
Forlati Tamaro B./ Bertacchi L., Aquileia. Il Museo Paleocristiano, Padova 1962