Coronamento anepigrafe di ara funeraria, lavorato a parte e costituito da una cornice aggettante cm 13-14 riccamente modanata (gola rovescia intagliata con kyma lesbio continuo, dentelli, cordone intagliato a torciglione, modiglioni sagomati e cassettoni, fascia liscia, ovolo lavorato a kyma ionico, listello), sopra cui si imposta un parallelepipedo con fascia liscia di zoccolo e angoli superiori sagomati plasticamente a pulvino; il balaustro è decorato a foglie lanceolate a costolatura centrale e doppia profilatura con margine ondulato, rese a rilievo molto basso, embricate l’una sull’altra e trattenute al centro da un balteo decorato anch’esso a foglie e bordato da due cordoni a tortiglione. Sulla faccia superiore c’è una cavità cilindrica per la deposizione delle ceneri. La faccia posteriore non è lavorata.
Si osserva una moltiplicazione e un affastellamento di cornici, che producono un effetto pletorico conforme al gusto artificioso che si afferma a partire dall’età claudia. Si confronti il coevo coronamento RA 19026, con la stessa sequenza di modanature nella cornice, prodotto dalla stessa bottega. La decorazione a girali d’acanto è realizzata con l’ausilio del trapano, mantenendo tuttavia una certa organicità nelle forme, dunque suggerendo una datazione anteriore al pittoricismo di età flavia, coerente con il tipo di modiglioni e cassettoni.
UBI ERAT LUPA, http://www.ubi-erat-lupa.org/
Dexheimer D., Oberitalische Grabaltäre. Ein Beitrag zur Sepulkralkunst der römischen Kaiserzeit (BAR International Series 741), Oxford 1998