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Si tratta di quattro pettenelle con scene isolate provenienti dalla collezione Ciceri, attualmente conservate presso il Museo etnografico di Udine, ma la cui collocazione originaria non è nota. In due pettenelle altrettante figure femminili tengono nelle mani, e ne sono circondate, un lungo cartiglio dalla forma sinuosa in cui compare una scritta in caratteri gotici. Pure se una risulta di difficile decifrazione in quanto molto rovinata, nell’altra è possibile leggere “La fin fa il tuto”, una frase che si inserisce nella tradizione medievale dei motti e proverbi moralizzanti. Nelle altre due tavolette sono raffigurate scene: nella prima un cinghiale viene azzannato alla zampa posteriore da un cane; nella seconda, caso unico in regione, è raffigurato un episodio biblico, il momento in cui Adamo e Eva, dopo aver preso coscienza della propria nudità, si coprono con foglie di fico.
In queste pettenelle non solo lo sfondo è trattato uniformemente con la stesura dello stesso colore – un rosso aranciato – usato per le tavolette cividalesi della collezione Fontana, ma viene ripresa anche la stessa organizzazione dello spazio, così come identico è il modo di dipingere alberi e prato. I fili d’erba in primo piano sono resi con sottili linee verdi, il piano centrale è occupato da piantine con foglie verdi e un fiore rosso mentre quello di fondo è dipinto uniformemente di nero. Anche i cartigli sono del tutto simili, così come l’esame della grafia sembrerebbe far pensare che i motti siano stati realizzati dalla stessa mano. In base a queste considerazioni è possibile ipotizzare come queste quattro pettenelle siano state prodotte nello stesso periodo – seconda metà del XV secolo – e dalla stessa bottega che ha realizzato il nucleo ora in collezione Fontana.
Fratta de Tomas F., Soffitti lignei in Friuli fra Medioevo e Rinascimento, Cinisello Balsamo (MI) 2019