Paesaggio urbano strutturato per piani paralleli. in primo piano una serra di vetro, nel piano centrale degli edifici con ciminiera, sullo sfondo della vegetazione. le forme sono date con campiture piatte e contornate da u profondo segno scuro. La tavolozza cromatica è calibrata su toni freddi dai grigi ai verdi.
Giorgio Celiberti appena diciannovenne partecipò nel 1948 alla Biennale di Venezia, evento dopo il quale iniziò una serie di opere a cui appartiene anche “Serra al mattino”. Questi dipinti, che a mano a mano che l’artista li produsse passarono dalla figurazione all’astrazione, hanno come soggetto un ravvicinato scorcio urbano in cui è protagonista la serra di vetro raffigurata secondo diverse variazioni tonali e atmosferiche. Questa indagine per Celiberti segnò un momento di transizione dalla pittura en plein air della sua primissima formazione al liceo artistico di Venezia, al periodo in cui frequentò lo studio di Emilio Vedova avvicinandosi così ai fermenti artistici del secondo dopoguerra. Grazie al nuovo clima che si respirava nella città lagunare dopo la Biennale del 1948, Celiberti mutò il suo linguaggio in una ricerca cromatica accesa da esiti fauve, in un impianto compositivo di matrice neocubista, in una gestualità pittorica di ascendenza informale, tutti elementi riconducibili anche nell’opera di Casa Cavazzini.
Gastaldon G., Giorgio Celiberti, in Casa Cavazzini - Le collezioni del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Udine, Udine 2018
Gransinigh V., Casa Cavazzini. Guida al museo d'arte contemporanea, Udine 2017