in basso: Mucchiut 69
L'opera si sviluppa in senso orizzontale e si compone di sette elementi mistilinei dei quali, cinque di maggiori dimensioni e due più piccoli. E' fissata a una parete dell'atrio d'ingresso dell'edificio con quattordici ganci metallici posti sul retro.
Nel dicembre del 1968, a seguito del Bando di Concorso a carattere nazionale che prevedeva l'esecuzione di un bassorilievo bronzeo per la nuova sede dell'Archivio di Stato di Trieste (secondo quanto previsto dalla così detta legge del 2%) la commissione giudicatrice presieduta dall'assessore provinciale prof. Apih e dai consiglieri Visintin, Kapelj, dal critico d'arte Carlo Milic, dal soprintendente ai monumenti arch. Arrigo Buonomo, dal prof. Marcello Mascherini, Luigi Degasperi e Bruno Saetti e dal progettista dell'edificio, arch. Umberto Petrossi nominò vincitore l'elaborato dello scultore Pino Mucchiut. Il secondo premio andò all'artista Ugo Carà, mentre venne solo segnalato il bozzetto di Giorgio Pentassuglia. Il bassorilievo di Mucchiut richiama forme arrotondate, una sorta di teoria di personaggi che si susseguono e si intersecano. Stilisticamente l'opera si colloca nel periodo in cui l'artista produsse varie sculture bronzee come i numerosi guerrieri, i simboli ed i satelliti, utilizzando, oltre al legno grezzo lisciato e laccato, anche il bronzo, l'alluminio ed il vetro.
Decorerà Archivio, Decorerà l'Archivio, in Il Piccolo, Trieste 1969
Bassorilievo Archivio, Bassorilievo per l'archivio, in Messaggero Veneto, Udine 1968