Riquadro raffigurante tre cavalli, un angelo in alto con il cartiglio, parte di tre figure maschili, identificate come i Re Magi, con in mano dei doni. Si intravedono dei lacerti di una riquadratura rossa e bianca.
Il brano affrescato è stato recuperato a seguito della distruzione della chiesa di San Giovanni Evangelista a causa del terremoto del 1976. Faceva parte dello scomparto inferiore alla rappresentazione delle storie di sant'Egidio con il quale condivide la cornice bianca e rossa che delimita il riquadro. La datazione di questo brano è ancora incerta: Alberto Rizzi lo colloca alla seconda metà del Trecento per le assonanze padane di ascendenza emiliana; Paolo Casadio lo avvicina invece agli affreschi Perusini di Udine e di Palazzo Ricchieri a Pordenone e sposta la datazione alla fine del secolo. Tuttavia la cornice in comune con il già citato brano soprastante propone di anticiparne la datazione nello stesso storno d'anni ovvero agli anni trenta del secolo nella temperie culturale che caratterizzò l'operato di Nicolò da Gemona. L'opera, di proprietà del museo civico di Gemona è visibile dal 2006 nell'ex chiesa di San Michele Arcangelo annessa all'antico ospedale.
Bagnarol S., Opere ad affresco nella ex Chiesa di San Michele Arcangelo, in Il museo civico di Gemona. Catalogo delle opere, Gemona del Friuli (UD) 2007