Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia come allievo di Luigi Nono, pratica i soggetti tipici del tempo, scene di genere, ritratto, paesaggio. Nel 1907 espone alla Biennale di Venezia, nel 1908 va a Parigi, nel 1910 è a Udine, dove insegna alla Scuola di Arti e Mestieri. Ha numerosi allievi, è molto apprezzato come ritrattista e miniaturista, attività che esercita sulla base di una viva committenza da parte della buona società udinese. Numerosi anche i suoi paesaggi di soggetto carnico, trattati secondo moduli tipici della sua preparazione lagunare. Il "Ritratto di Aristide Bonini" è un buon esempio della capacità di osservare a fondo il volto della persona presa in esame: “ Egli riusciva a cogliere l’intensità di uno sguardo, d’un moto del volto, per approfondire così, con immediatezza colloquiale, il carattere del personaggio” (L. Damiani). L’attenzione infatti è tutta centrata sul volto del raffigurato, si noti con quanta intensa precisione il pittore risce a far emergere uno sguardo attento ed indagatore, anche se al fondo aperto e quasi cordiale, nel rispetto della verità fisionomica: il naso pronunciato, le orecchie grandi, i capelli che a stento nascondono la calvizie.
Pauletto G., Pitture e sculture del XX secolo, in La Collezione d'arte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. Opere del Novecento, Ginevra/ Milano 2008, 2