in basso a destra: cussigh
Su un tavolo, all'angolo destro, è posta una pentola bronzea tripodata nella quale figurano diverse specie di fiori di montagna, fra cui spiccano le genziane e le stelle alpine.
A partire dalla metà del secolo, nelle nature morte di fiori, per le quali Cussigh si guadagnerà ben presto l'appellativo di "poeta dei fiori alpestri" (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 33), il pittore "sostituisce all'immobile e quasi sacrale atemporalità delle prove giovanili, la freschezza del quotidiano", dei fiori appena colti (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 33). La composizione ripete uno schema caro al pittore, dove costante è il riferimento alla cultura materiale carnica, simboleggiata dal bronzino, alla quale Cussigh guarda con particolare attenzione negli ultimi anni della sua attività (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 34).
Dalla Marta T., Arturo Cussigh - pittore (1911-1990), in Tumieç, Udine 1998
Cargnelutti R., Arturo Cussigh: un maestro del Novecento, in Arturo Cussigh 1911-1990, Udine 1993