in basso a destra: a. cussigh
verso, in basso a sinistra: a. cussigh
verso, in basso al centro: 1970
Su un ripiano, al centro, è disposta una pentola tripodata di bronzo recante tre diverse specie di fiori di montagna tra le quali le genziane.
A partire dalla metà del secolo, nelle nature morte di fiori, per le quali Cussigh si guadagnerà ben presto l'appellativo di "poeta dei fiori alpestri" (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 33), il pittore "sostituisce all'immobile e quasi sacrale atemporalità delle prove giovanili, la freschezza del quotidiano", dei fiori appena raccolti (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 33). La composizione ripete uno schema caro al pittore, che lo riprende in altre opere della maturità come "Cardi", datato 1978 (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 72), la "Regina delle Alpi" (cfr. Arturo Cussigh, 1981, p. 27), e i "Botton d'oro", del 1988 (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 74), dove costante è il riferimento alla cultura materiale carnica, simboleggiata dal bronzino, alla quale il pittore guarda con particolare attenzione negli ultimi anni (cfr. Cargnelutti, 1993, p. 34).
Dalla Marta T., Arturo Cussigh - pittore (1911-1990), in Tumieç, Udine 1998
Cargnelutti R., Arturo Cussigh: un maestro del Novecento, in Arturo Cussigh 1911-1990, Udine 1993
Arturo Cussigh, Arturo Cussigh, Tavagnacco (UD) 1981