Mercato Piazza del ferro a Gemona, dipinto, Barazzutti Giuseppe

Oggetto
dipinto
Soggetto
veduta di Gemona del Friuli
Autore
Barazzutti Giuseppe (1890/ 1940)
Cronologia
1934 ca.
Misure
cm - altezza 43.5, larghezza 62.2
Codice scheda
OA_29897
Collocazione
Gemona del Friuli (UD)
Collezione privata
Iscrizioni

Sullo sfondo rappresentato dalle case prospicienti la Piazza del Ferro, si nota la folla che anima il mercato e si affolla intorno alla bancarella sulla sinistra. Insieme alle persone si mescolano i bovini da vendere e da acquistare. Le tonalità sono spente, brune e grigie.

Il dipinto, datato dal proprietario al 1934 ca, fu esposto alla Seconda mostra d'Arte del Sindacato Fascista Belle Arti del Friuli Venezia Giulia tenutasi a Udine tra il 29 dicembre 1934 e il 20 gennaio 1935. Come tutti i quadri destinati a pubbliche esposizioni le dimensioni sono molto più grandi di quelle dei bozzetti eseguiti talora a titolo personale e che spesso non rimandano a una quadro realizzato (Merluzzi, 1994, 92). Il quadro va posto in relazione con due disegni preparatori che raffigurano le case prospicienti Piazza del Ferro e la Gradinata del Mercato Superata la sensibilità tardoimpressionista dei paesaggi di primi anni Venti e il divisionismo cromatico, il quadro rientra nell'ultima fase stilistica del pittore iniziata con La svolta (1931). Come osserva R. Cargnelutti la concretezza materica e l'esuberanza divisionista del colore cedono a un modo di dipingere più attento ai "rapporti forma volume, utilizzando colori più spenti e dalle basse tonalità" (Cargnelutti, 1994, 55). Davanti alle case, puntualmente riprese dai disegni preparatori, si nota un vivace via vai di persone mescolate ai bovini da vendere o acquistare. Come nei dipinti degli anni Venti il Barazzutti è interessato anche alla varia umanità inserita nel suo ambiente. Caratteristica degli anni trenta è piuttosto l'interazione tra l'architettura del fondo e le figure umane i n primo piano. Il dipinto mostra l'involuzione del pittore verso un'arte figurativa e novecentista, in linea con le tendenze critiche del periodo. L'opera giocata sui toni grigi e bruni mostra una parte di Gemona, che è s tata completamente distrutta dal terremoto. Il dipinto è stato schedato da Franca Merluzzi in occasione della mostra Un pittore a Sauris. Giuseppe Barazzutti (1890-1940) con il numero 1.133 nella sezione 1 Pittura. Vedute e paesaggi, che comprende paesaggi di Gemona e dei dintorni. Sulle vedute inedite di Gemona scrive F. Merluzzi "tra i molti dipinti inediti si conservano numerose vedute di Gemona, pregevoli per qualità pittorica e rese ancora più suggestive molte si riferiscono a vie e palazzi distrutti dal terremoto, scorci di paesaggio ancora individuabili ma profondamente mutati" (Merluzzi, 2001, 250). Sul retro il cartellino con il numero "5" in matita si riferisce alla scelta di opere del Barazzutti eseguita da Giovanni Pellis per una mostra che non ebbe mai luogo.

BIBLIOGRAFIA

Merluzzi F., Pitors a Glemone, in Glemone, Udine 2001

Giuseppe Barazzutti, Giuseppe Barazzutti. La bottega d'arte, Mariano del Friuli (GO) 1994

Giuseppe Barazzutti, Giuseppe Barazzutti. La bottega d'arte, Mariano del Friuli (GO) 1994

Merluzzi F., Pittori emigranti nell'impero e l'artista Giuseppe Barazzutti, in Puje Pore Nuje, Brescia 2002

Merluzzi F./ Bucco G., Il gemonese Giuseppe Barazzutti veratile artista tra sacro e profano, in Ce Fastu?, Udine 1993, LXIX