gruppo scultoreo, ambito arco alpino, XVI

Oggetto
gruppo scultoreo
Soggetto
Madonna con Bambino in trono
Ambito culturale
ambito arco alpino
Misure
cm - altezza 121.5, larghezza 60.5, profondità 37
Codice scheda
OA_27794
Collocazione
Gemona del Friuli (UD)
Palazzo Elti
Museo civico di Gemona

La Madonna, seduta in trono con gli attributi regali della corona e dello scettro (non pertinente), tiene in piedi sul suo ginocchio il Bambino, che indossa una vestina e ha il globo in mano. Il manto azzurro e oro della Madre lascia scorgere sul davanti una veste a fiorami dorati su fondo rosso che imita il broccato. La scultura, incavata sul retro, risulta priva della mano e dell'avambraccio destri del Bambino, il mignolo sinistro e parte del mantello della Vergine, che ha la corona corrosa e il naso scheggiato.

Questa Madonna con Bambino, collocata fino al terremoto del 1976 nella nicchia dell'altare marmoreo ottocentesco, costituiva probabilmente il gruppo centrale, affiancato dalle statue di San Giovanni Battista (disperso) e di San Giovanni Evangelista (recuperato), di un precedente altare ligneo (G. MARCHETTI 1958, p. 71) Lo studioso gemonese rileva "anche sotto le recenti e smaglianti ridipinture, ridorature e rimpolpature, i caratteri dell'arte tedesca fra il tramonto del tardo gotico e il sorgere del barocco..." Pone il gruppo tra le numerose opere di scultura lignea introdotte dalle limitrofe regioni tedesche o commesse ad artisti transalpini stanziati in Friuli, nella prima meta ' del Cinquecento. La datazione da lui proposta in varie pubblicazioni oscilla tra la fine del XV e la prima meta' del XVI secolo. L'opera, recuperata dalle macerie della chiesa due mesi dopo il terremoto, presentava "superfici corrose e macerate per lo sfaldamento delle parti cromatiche e della preparazione a gesso" ed aveva inoltre "subito alterazioni per umidità e per l'ampia azione dei tarli. La pulitura e le successive indagini in vista dei consolidamenti consentirono di accertare che l'intera scultura era stata ampiamente rimaneggiata alla fine del Settecento o ai primi dell'Ottocento" (Messaggero Veneto, 1976)

BIBLIOGRAFIA

Merluzzi F., Schede, in E vennero d'Austria e di Germania. Opere e artisti d'Oltralpe a Gemona (1400-1800), Tavagnacco (UD) 1995