sul mantello di una figura: BASSI 72
Nell'intervista con Gianfranco Ellero l'artista alla domanda "Che avvenire ha la scultura?" risponde: "Se dobbiamo dar retta ad Arturo Martini la scultura era già lingua morta negli anni Quaranta. Lui non poteva prevedere le sue trasformazioni. La scultura esiste soltanto perchè esiste lo spazio, quindi implica un rapporto dialettico fra l'oggetto e lo spazio. Finchè si agirà sullo spazio, si definiranno altri rapporti con l'uomo, ed esisterà la scultura.". E in seguito: "Certe volte ho la necessità di fare scultura: quando devo risolvere problemi spaziali, quando sento che l'illusione bidimensionale della pittura non può attivare un certo ambiente. Poi ci sono le committenze e la domanda del mercato. Però uso la terza dimensione sempre da scultore, non da installatore. Ricorro alla scultura per creare un momento di energia all'interno di uno spazio." (Bassi/ Ellero, 1989, pp. 41-42).
Bassi D./ Ellero G., Conversazioni sulle arti visive, Udine 1989