Ritratto di donna in abito rosa, dipinto, ambito goriziano, XIX

Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto di donna
Ambito culturale
ambito goriziano
Cronologia
1818 ca.
Misure
cm - altezza 65, larghezza 49.5
Codice scheda
OA_22080
Collocazione
Gorizia (GO)
Musei Provinciali di Borgo Castello
Musei Provinciali. Museo della moda e delle arti applicate

Ritratto femminile a busto intero di una giovane donna. Indossa un abito in stoffa rasa con la vita alta sotto il seno, un ampia scollatura, le maniche dapprima a palloncino sulle spalle e poi strette e lunge fio a lasciare scoperte solo le dita della mano. Sotto l'abito una camicetta di chiffon o tulle con l'orlo della scollatura in merletto. I capelli sono divisi al centro da una riga, raccolti in alto sulla nuca con un rotolo di trecce mentre ricadono con piccoli ricci sulla fronte. Completa l'abbigliamento un paio di orecchini, un anello e una collana di perle a doppio filo a cui è appesa una crocetta.

Protagonista della tela è una giovane ritratta in piedi, di tre quarti, gli occhi rivolti all’osservatore. Il volto pallido, ravvivato dal lieve rossore delle gote, è incorniciato da un’elaborata e simmetrica acconciatura di gusto neoclassico. Allo stile Impero si riferisce anche l’abito altocinto in cui strisce di tessuto bianco si intrecciano a nastri di raso color rosa pesca. Lo scollo rotondo della veste è animato da una delicata lavorazione di pizzo mentre gli ampi polsini a imbuto in cui si concludono le maniche tradiscono l’elevata posizione sociale dell’effigiata (Sgubin 2005, p. 64). A ribadire il benessere economico di cui gode la sconosciuta sono i raffinati gioielli: discreti pendenti alle orecchie e un anello ad ingentilire il dito con cui trattiene la croce pendente dall’ampia collana di perle. E’ questo gesto l’unico elemento di diversità rispetto al Ritratto di giovane donna in abito azzurro (cfr. inv. 380/06) dove è raffigurata forse una sorella della fanciulla in esame che deve forse parte della sua goffaggine proprio all’esibizione del gioiello, come se questo atto rispondesse ad un ordine piuttosto che alla ricerca di una maggiore naturalità. Le labbra più carnose ed il naso arrotondato sono ulteriori elementi fisionomici che inducono a scartare l’assoluta identità fra le due giovani, delineate entrambe su un fondo monocromo indefinito che permette di concentrare l’attenzione sui dettagli lussuosi del loro abbigliamento. La particolare cura riposta dall’anonimo artista nella definizione dei dettagli risponde chiaramente ad una puntuale richiesta dei committenti, desiderosi già nei primi decenni dell’Ottocento di vedere esibita la propria ricchezza. Ereditato o, come accadrà soprattutto ai tempi del Tominz, conquistato grazie ad una rapida scalata sociale, il benessere economico diventa il vero protagonista del ritratto e la verosimiglianza della sua raffigurazione si esprime in termini di perspicuità di tessuti e gioielli. I volti e i corpi che occupano le tele finiscono quindi per occupare l’ ideale secondo piano in cui viene altrettanto spesso relegata l’identità dei personaggi. Ed in questo vortice di anonimato pare essere stato risucchiato lo stesso artista, uno dei numerosi “minori” del primo Ottocento goriziano che ha in qualche modo lasciato in eredità al Tominz la sua attenzione al dettaglio e alla definizione lineare dei volumi. (MOGOROVICH 2007, p. 82)

BIBLIOGRAFIA

Mogorovich E., Schede, in La Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Vicenza 2007

Guida Museo, Guida al Museo della Moda e delle Arti Applicate, Gorizia 2005

Malni Pascoletti M., Aureo Ottocento. La collezione di gioielli dei Musei Provinciali di Gorizia, Udine 1989

Bradaschia G., Andiamo insieme a visitare i Musei Provinciali di Gorizia, Gorizia 1980

costume friulano, Il costume friulano, Udine 1969