sulle ante in alto: N•B•F•F• N• 1741
L'armadio dall'aspetto imponente presenta due ante spaziate da lesene con intarsi geometrici a capitello corinzio, che sorreggono una trabeazione aggettante modanata e intagliata con motivi a ovuli, dentelli e palmette. Sotto il cornicione corre una fascia modanata e abbellita con intarsi geometrici di essenza più chiara che nasconde un vano segreto. Le due ante sono divise in due specchiature anch'esse intarsiate, con un decoro romboidale nella parte inferiore e con uno stemma con cuore sormontato da corona in quella superiore. Sulle ante in alto è intarsiata la scritta "N•B•F•F• N• 1741".
La scritta intarsiata sulle ante dell'armadio "N•B•F•F• N• 1741" documenta che esso risale al 1741 e, come giustamente suppone Giusa (1994), probabilmente la sigla "N•B•F•F•" va sciolta con "Nicolò Bruseschi fece fare", avanzando perciò l'ipotesi che il committente dell'opera sia da riconoscere nel notaio Nicolò Bruseschi, nato nel 1686 e sposato nel 1717 con Maria Troiano di Giacomo, vivo ancora nel 1758 come documenta il ritratto fattogli da Antonio Schiavi e conservato nel Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari di Tolmezzo (cfr. scheda OA 17598). Il mobile è di pregevole fattura e alterna in modo elegante elementi intagliati e intarsiati: di produzione carnica è affine infatti ad un altro esemplare eseguito in una bottega di Tualis di Comeglians e oggi conservato nel Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari di Tolmezzo (cfr. Miotti 1975; Gortani 2000).
Giusa A., Casa Bruseschi a Pesariis, un piccolo museo carnico, in Prato Carnico (Quaderni del Centro Regionale di Catalogazione dei Beni Culturali), Udine 1994, II
Gortani M., L'arte popolare in Carnia. Il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari, Udine 2000
Miotti T., Il mobile friulano, Milano 1970