verso: D. JACOBVS TAVOSCVS CANCELARIVS/ QUARTEREY CORTI/ ANN. AETATIS SVAE LIIII/ 1756
verso, in basso al centro: SCRITTA SULLA TELA/ ORIGINALE
L'uomo è raffigurato a busto intero, rivolto di tre quarti verso sinistra, con lo sguardo diretto all'osservatore, in atto di scrivere con una penna d'oca su un foglio che trattiene con la mano sinistra su un tavolo. L'uomo indossa una camicia bianca con ampie maniche arricciate ai polsi e collo a sciarpa, che si scorge sotto una sottomarsina nera e una marsina dello stesso colore, con alti paramani ornati da bottoni rivestiti del medesimo tessuto. Sulla destra e sullo sfondo, oltre una tenda rossa annodata, si intravedono i numerosi volumi che compongono la sua biblioteca.
Il ritratto del notaio Giacomo Tavoschi di Comeglians, datato 1756, fu eseguito nell'anno in cui l'uomo ricevette la nomina a cancelliere della "piena comandaria" di Gorto (cfr. Ferigo/ Lorenzini, 2006, p. 143), come ricorda anche l'iscrizione vergata sul verso, riportata a pennarello sulla tela di rifodero. Il dipinto forma una coppia con quello dell'anziana madre, la "vecchia di casa Tavoschi", Maria Barbolano, realizzato tre anni dopo, nel 1759, poco prima della sua scomparsa (cfr, Ferigo/ Lorenzini, 2006, p. 143).
Ferigo G./ Lorenzini C., Mistrùts: ovvero Le vite dè più eccellenti architetti, pittori e scultori che hanno illustrato la Provincia della Carnia tra Seicento e Settecento, con notizie sui tempi loro, in Mistrùts. Piccoli maestri del Settecento carnico, Udine 2006