polittico a rilievo, Mioni Domenico detto Domenico da Tolmezzo

Oggetto
polittico a rilievo
Soggetto
san Gregorio, sant'Agostino, sant'Ambrogio, san Girolamo, san Giuda Taddeo, san Simone, sant'Andrea, san Pietro in cattedra, san Paolo, san Giacomo il maggiore, san Mattia, san Matteo evangelista, san Bartolomeo, san Giovanni evangelista, Madonna con Bambino in trono, san Giacomo il minore, san Filippo, san Tommaso
Autore
Mioni Domenico detto Domenico da Tolmezzo (1447-1448/ 1507)
Moro Michele (secc. XX/ XXI)
Demetz Engelbert (1942/)
Cronologia
1484
1986 - 2000
2008
Misure
cm - altezza 490, larghezza 287, profondità 38
Codice scheda
OA_11939
Iscrizioni

Il polittico accoglieva in origine diciotto sculture disposte su tre registri entro nicchie centinate scandite da pilastrini traforati. Quelle attualmente inserite nella carpenteria originale sono copie che sostituiscono le sculture trafugate in occasione dei furti subiti dall’opera. Nella predella, sagomata ai lati, erano collocate le mezze figure dei padri della chiesa occidentale inquadrate da colonnine tortili: San Gregorio, Sant’Agostino, Sant’Ambrogio e San Girolamo. Il primo registro vedeva al centro San Pietro benedicente in trono, affiancato su ciascun lato da tre apostoli a figura intera, identificati da iscrizioni dipinte sulle basi d’appoggio; si tratta, a partire da sinistra, di San Taddeo, San Simone, Sant’Andrea, San Paolo, San Giacomo il Maggiore, San Mattia. Al centro del secondo registro era posta la Madonna con Gesù Bambino in trono, e altri sei apostoli, secondo distribuzione analoga ai precedenti, identificabili, sempre a partire da sinistra, in San Matteo, San Bartolomeo, San Giovanni Evangelista, San Giacomo il Minore, San Filippo e San Tommaso. Le nicchie centrali, più alte e ampie rispetto alle laterali, atte a ospitare figure di proporzioni maggiori, sono sormontate da baldacchini profilati inferiormente da tre archi. Quello superiore è concluso da un’alta cuspide sormontata dal busto di Dio Padre benedicente sorretto da un cespo di foglie. Le nicchie del registro superiore sono ornate da coronamenti sagomati e traforati sorreggenti piccole mezze figure di profeti con cartigli. Infine, due ali (sostituite da elementi di ricostruzione basati su analoghi esempi di Domenico e sulla documentazione fotografica delle parti originali) ornavano i fianchi della struttura con foglie sorreggenti i simboli dei quattro evangelisti, due dei quali scomparsi in antico insieme all’Angelo annunciante e alla Madonna annunciata, mentre quelli di San Luca e San Marco prima del furto erano ancora conservati, benché non più in collocazione originale.