L'acquerello raffigura una scena storica di difficile identificazione: all'interno di un'ampia tenda con un tendaggio alzato che lascia vedere sullo sfondo una città cinta da mura, tra le cui emergenze architettoniche spiccano un edificio cupolato e due torri, un condottiero in armatura con barba e capelli a carré ferito ad un piede è seduto su una sedia ed è aiutato da un inserviente. Gli sta a fianco un paggio e attorno vari soldati, mentre a destra un uomo con capelli e lunga barba bianchi, forse un prelato, circondato da soldati è entrato nella tenda per fargli visita.
Come documentato nel Libro dei Doni per gli anni 1926 - 1948, il disegno fu donato ai CMSA da Lucia Merlato, nipote di Gaetano Merlato, come autografo dell'artista, attribuzione che può essere confermata anche sotto il profilo stilistico dato che la pennellata insistita e filamentosa, un po' greve è tipica del Merlato, riscontrabile ad esempio nell'Autoritratto dei CMSA (inv. 13/2861, conservato in Quadreria), firmato dall'artista e datato 1835, datazione che potrebbe calzare anche per il disegno in esame, da porsi perciò presumibilmente nel quarto decennio dell'Ottocento. Le fogge delle armature fanno presumere che si tratti di un episodio storico, per ora non individuato, ambientato nel XVI secolo. Il disegno non è citato da Luisa Froglia nel suo articolo sul Merlato comparso negli Atti dei Civici Musei di Storia ed Arte del 1972 (n. 7).