cartone, Canevari Angelo, XX

Oggetto
cartone
Soggetto
Nettuno
Autore
Canevari Angelo (1901/ 1955)
Cronologia
1936
Materia e tecnica
carta/ carboncino
Misure
cm - altezza 331, larghezza 198
Codice scheda
D_1451
Collocazione
Spilimbergo (PN)
Scuola Mosaicisti del Friuli
Galleria e archivio Scuola Mosaicisti del Friuli
Iscrizioni

Il particolare della testa con busto si riferisce al gruppo centrale del f regio per la piscina olimpionica ed è probabilmente identificabile con la figura di Nettuno con il tridente posto al centro del fregio fra il gruppo dei cavalli a sinistra e Venere a dx, sotto la Minerva volante. Il cartone, eseguito a chiaroscuro con grossi contorni, rappresenta la testa a mezzo bus t o della figura di Nettuno. La testa faceva parte di un nudo maschile a gambe divaricate con un mantello svolazzante sulle spalle; la divinità impugnava con la destra un'asta, mentre la sinistra era stretta a pugno.

La testa a mezzo busto della figura di Nettuno faceva parte del gruppo di figure centrali, insieme a Ercole seduto e alla figura di Minerva volante, gruppo che fu uno degli ultimi realizzati e posti in opera. Nettuno sostituì nella versione definitiva del fregio la figura di Ercole. Nel novembre 1935 fu terminata l'applicazione delle figure del fregio con l'eccezione del gruppo centrale di Venere, Ercole e Minerva, che, secondo le intenzioni di Canevari, si sarebbe dovuto rifare completamente o a Roma o in Spilimbergo (ASM, b. 70, part. 57, lettera di A. Tambosso a A. Baldini, Roma 22 ottobre 1935). Di fronte alle rimostranze di Baldini per le sostanziali modifiche continuamente apportate, Canevari decise di rifare completamente solo la figura di Ercole, tramutato in Nettuno (lettera di A. Baldini a A. Canevari, Spilimbergo 19 gennaio 1936). Canevari lavorò al cartone di Nettuno fino al gennaio 1936 quando alla fine del mese fu spedito a Spilimbergo (lettera di A. Canevari a A. Baldini, s.d. ma gennaio 1936) e fu messo in lavorazione subito il 5 febbraio (lettera di A. Baldini a A. Tam bosso, Spilimbergo 5 febbraio 1936). In una lettera a Baldini (lettera di A. Canevari a A. Baldini, Roma s.d. ma gennaio 1936), Canevari affermò d i aver "molto disegnato" il nudo di Nettuno (ex Ercole) con un chiaroscuro molto più forte di quello usato per le altre figure. Per la sua realizzazione in tessere musive consigliava un tono medio tra quello usato nei cavalli marini e quello della Venere, mentre per la realizzazione del "mantellino svolazzante" suggeriva un tono di bianco "freddo tipo quello del panneggio della Poesia". Al cartone furono applicate alcune modifiche indica te su una foto da Baldini e l'applicazione alla parete del mosaico iniziò nel marzo 193 6 (part. 74, lettera di A. Baldini a A. Canevari, Spilimbergo 15 marzo 193 6). Ai primi di aprile 1936 la figura di Nettuno (già Ercole) era applicata, ma Canevari aveva già ordinato di togliere il tridente che impugnava (p art. 75 bis, lettera di A. Tambosso a A. Baldini, Roma 2 aprile 1936). Secondo Baldini la figura era invece riuscita molto bene e completava degnamente il fregio (part. 57, lettera di A. Baldini a A. Tambosso, Spilimbergo 5 febbraio 1936). La figura di Nettuno occupava una superficie di mq 5,11 di tessere a smalto nelle tonalità carnagione, comune, imperiale e fino e mq 7,15 di tessere in marmo bianco Carrara (b. 70, par t. 74). La figura di Nettuno subì molte modifiche: l'intero gruppo centrale fu spostato e abbassato con conseguente rifacimento della zona vicina e in particolare la figura di Nettuno fu rifatta ed alzata tanto da causar e il rifacimento dello scudo di Minerva (lettere di A. Tambosso ad A. Baldini, Roma 16.10.1935; Roma ottobre 1935, A. Baldini Relazione sul procedimento dei lavori indirizzata a S. E. Ricci). Fu rifatta due volte la mano di Nettuno ed eliminato il tridente tra le lamentele di Antonio Baldini. Infatti il mancato completamento della parte centrale del fregio impediva di smontare i ponteggi e di mettere in opera il pavimento (lettera di A. T ambosso ad A. Baldini, Roma 11 dicembre 1935; lettera di A. Baldini a S. E. Ricci, Spilimbergo 26 dicembre 1935; lettera di A. Canevari ad A. Baldini, s.d., ma dicembre 193 5). Il rifacimento dell'Ercole fu conteggiato come se fosse stato un nuovo lavoro e la fattura di lire 3.071,75 fu emessa il 21 aprile 1936. Per ulteriori informazioni sul fregio per la piscina cfr. scheda nctc:104820; sul la figura di Ercole cfr. scheda nctc: 104823.

BIBLIOGRAFIA

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