cartone, Toffolo Giovanni detto Toffolo Anzil, XX

Oggetto
cartone
Soggetto
animali: pavoncelle
Cronologia
1960
Materia e tecnica
carta/ pittura a tempera
Misure
cm - altezza 670, larghezza 500
Codice scheda
D_1400
Collocazione
Spilimbergo (PN)
Scuola Mosaicisti del Friuli
Galleria e archivio Scuola Mosaicisti del Friuli
Iscrizioni

Uno sfondo bianco invaso, ma non nascosto dalla vegetazione, articola nubi in cielo, zone di terreno nude e un laghetto immobile e opalescente. Cespugli, arbusti e alberi, cui il vento sottrae le ultime foglie, sono stilizzati, scarni nelle forme e poco carichi di un colore diluito, con effetti di trasparenza e di lontananza, giocati su toni blu e marroni. Un albero i n primo piano, centro focale della composizione, sembra abbracciare sotto i suoi rami, quattro pavoncelle, avvolte calorosamente dalle tonalità rossastre del sottobosco in cui oziano, si nutrono e si "pavoneggiano".

Il cartone raffigurante "Pavoncelle nel sottobosco" fu realizzato nel 1960 dal pittore Anzil come saggio didattico per gli allievi della Scuola del Mosaico. La prima traduzione musiva del soggetto fu eseguita in laboratori o dagli allievi del IV Corso, con applicazione di tesserine di smalti policromi; il pannello, di piccolo formato, fu subito acquistato dal signor Gino Avon di Udine, in data 11 aprile 1960 (reg. 1, 1698; reg. 3, part. 1698 ). Il 6 dicembre 1961, invece, una copia musiva fu venduta al signor Tironi della ditta Olivetti (reg. 1, 2183; reg. 3, part. 2183), un'altra al dottor Guarin di Valvasone il 21 novembre 1962 (reg. 1, 2184; reg. 3, p art. 2 184), un'altra ancora al signor Zannier di Barbeano il 31 agosto 1 963 (re g. 1, 2421; reg. 3, part. 2421); l'ennesima riproduzione in mosaico di smalto fu, infine, consegnata al signor Lenarduzzi di Spilimbergo i l 22 dicembre 1964 (reg. 1, 2579; reg. 3, part. 2579). Il motivo raffigurante "Pavoncelle nel sottobosco" ebbe anche risonanza internazionale: un saggio musi vo fu infatti venduto alla Nogverbeid School di Rotterdam il 2 8 gennaio 19 61 (reg. 1, part. 2081; reg. 3, part. 2081). La mano dell'art ista si rifà alle fiabesche calligrafie delle stampe orientali: in una luce bianca e in naturale alberi, cespugli, acquitrini, terriccio sono evocati con tracce d i pennellate filiformi e regolari o con stesure cromatiche di aperta cristallina trasparenza, attenuata, a tratti, da sensibili trapassi d'ombra. Quasi mimetizzate nel paesaggio naturale, le quattro pavoncelle sono figure senza spessore, descritte dal pittore con sensibilità per sonale e inserite in un contesto che, privo di effetti tridimensionali, recupera una finalità prettamente decorativa. Più della realtà oggettiva, descritta con scarna vegetazione, alberi spogli e innata fauna, è interessante l'atmosfera de l cartone suggerita dall'impianto cromatico: i colori evocano un'insolita mattinata in cui si fondono le calde tonalità dell'aut unno identificate co n i bruni di varia luminosità e le più cristalline dissolvenze invernali riconoscibili nei toni freddi degli azzurri, dei blu, dei grigi.

BIBLIOGRAFIA

Venuto D., Schede, in La Scuola Mosaicisti del Friuli. Bozzetti, documenti, fotografie, stampe e modelli, Villa Manin di Passariano 2000