in alto al centro: Sauris
Il disegno rappresenta la facciata in prospettiva di una casa, solo lo scorcio del ballatoio è eseguito in modo completo con tratteggi e ombreggiature, il resto della casa è indicato con profili sommari a matita. I margini del foglio sono irregolari.
Il disegno fa parte di una serie di rilievi, eseguiti dal vero, in cui Giuseppe Barazzutti raffigurò particolari costruttivi delle case saurane (Merluzzi, 1994, 110). I disegni sono molto meno numerosi di quelli eseguiti a Forni di Sotto e sono da mettere in relazione con i dipinti ad olio eseguiti dal pittore a Sauris piuttosto che essere motivati da un preciso intento di documentazione etnografica. Lo scorcio del ballatoio mostra comunque alcune particolarità delle case saurane e in particolare la struttura in blockbau, cioè in tronchi squadrati con l'ascia e incavati agli angoli per incastrare i tronchi. Il blockbau delle case, come quella disegnata, era serrato e senza fessure. Il ballatoio sorretto da stanghe e travi che fuoriescono dal Blockbau presenta un parapetto formato da tavole piatte, alcune sono piene, altre hanno bordi sagomati con profili diversi e sono accostate strettamente tra loro a formare un disegno ornamentale che sembra traforato. Diversamente che a Forni dove le scale erano esterne, a Sauris le scale sono interne e i ballatoi servivano per essiccare foraggi e cereali. Il ballatoio è coperto nella parte superiore dal tetto che si immagina costituito da scandole. Lo studio dei motivi ornamentali dei ballatoi costituiva anche per il Barazzutti un repertorio di elementi ornamentali di cui egli si servì come di rettore artistico della produzione del Mobilificio Fantoni, specializzato nella produzione di mobili in stile rustico. Uno dei disegni è datato marzo 1921 e propongo di seguire il suggerimento di Franca Merluzzi e di datare anche gli altri schizzi, tra cui quello schedato al 1921 ipotizzando che l'esecuzione sia coeva. Il disegno è stato schedato da Franca Merluzzi con il numero 5.4 nella sezione 5. Disegni e studi per vedute e paesaggi del catalogo della mostra di Sauris. Nonostante manchi la firma, l'attribuzione a Giuseppe Barazzutti è assolutamente certa poiché si conoscono le circostanze in cui l'opera è entrata a far parte della collezione e le note sul disegno sono di pugno del pittore, come conferma il proprietario Silvano Crapiz.
Giuseppe Barazzutti, Giuseppe Barazzutti. La bottega d'arte, Mariano del Friuli (GO) 1994
Merluzzi F., Pittori emigranti nell'impero e l'artista Giuseppe Barazzutti, in Puje Pore Nuje, Brescia 2002
Merluzzi F., Pitors a Glemone, in Glemone, Udine 2001
Merluzzi F./ Bucco G., Il gemonese Giuseppe Barazzutti veratile artista tra sacro e profano, in Ce Fastu?, Udine 1993, LXIX