in alto a destra: Tredolo (700)
in basso a sinistra: Tredolo - (700)
in basso a destra: Tredolo (700)
In alto e a destra i rilievi si riferiscono alle coperture delle scale, a sinistra in basso il rilievo è per un ballatoio. I rilievi non sono disegnati sempre con la stessa accuratezza: in alcune parti sono rifiniti con cura mediante un fitto tratteggio e ombreggiature, in altre parti sono delineati solo i profili. Il foglio presenta delle piegature lungo i margini.
Il disegno fa parte di una serie di rilievi, eseguiti dal vero, in cui Giuseppe Barazzutti raffigurò particolari costruttivi delle case fornesi, soprattutto i profili e i trafori delle tavole che formano i ballatoi in legno, ma anche come in questo caso le tavole che chiudevano le scale esterne delle case fornesi. Generalmente come scrive Franca Merluzzi (1994, 110) ogni foglio contiene più disegni disposti ordinatamente, accanto ad ognuno Barazzutti annotò la frazione in cui aveva eseguito il disegno e l'epoca di esecuzione del manufatto. In questo caso il foglio contiene tre rilievi eseguito nella borgata di Tredolo. Tutti i tre rilievi di motivi decorativi sono datati al Settecento, in alto e a destra i disegni si riferiscono sia ai ballatoi che alla copertura delle scale in cui i motivi traforati sono più piccoli e meno numerosi. Il rilievo a motivi cuoriformi disegnato sulla sinistra si riferisce invece a un ballatoio. La decorazione è determinata dai vuoti determinati dai diversi profili delle tavole, strettamente accostate tra loro. In questo caso l'incastro nella parte inferiore è mascherato da cornici a dentelli ottenute con pialle sagomate che rendevano seriale il lavoro artigiano. I motivi cuoriformi dei rilievi trovano confronti con quelli della Casa de l Cristo e con altre vallate della Carnia, ad esempio le decorazioni rilevate da Alpago Novello (1973, 126). Particolarmente significativi i trafori rilevati in basso a destra dove appaiono i motivi della luna e della croce frequenti anche negli stavoli. L'accuratezza del rilievo e la sistematicità dell'indagine, come scrive Franca Merluzzi fanno pensare che l'artista fosse animato da un preciso intento di documentazione etnografica da mettere in relazione con le ricerche intraprese in Carnia da Michele Gortani per costituire il Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Tolmezzo. Su incarico del Gortani anche Giovanni Pellis effettuò ricerche di oggetti etnografici, maschere e mobili a Sauris ed è ipotizzabile che al Barazzutti, suo amico e compagno nei soggiorni invernali in Carnia, fosse stato delegato il compito di disegnare i p articolari architettonici delle case tipiche di Forni. Michele Gortani si occupò in maniera specifica di porte, portoni, e ballatoi, come quelli ritratti dal Barazzutti, riunendo nel museo di Tolmezzo alcuni campioni di aste sagomate cedute dai proprietari in cambio di aste nuove tagliate nello stesso modo. Le tavole piatte dai bordi sagomati formano i parapetti dei ballatoi che mettono in comunicazione le scale con gli ambienti e servono anche per essiccare foraggi e cereali. (Gortani, 1965, 48). Accanto ai motivi decorativi delle balaustre Barazzutti definisce con precisione anche i terminali delle stanghe e le tavole sagomate che reggono i ballatoi. Lo studio dei motivi ornamentali dei ballatoi costituiva anche per il Barazzutti un repertorio di elementi ornamentali di cui egli si servì come di rettore artistico della produzione del Mobilificio Fantoni, specializzato nella produzione di mobili in stile rustico. Alcuni disegni sono datati all'inverno 1928 altri all'inverno 1929, si propone di datare tutti gli schizzi tra il 1927 e il 1929, ipotizzando che l'esecuzione sia stata coeva anche a quella dei dipinti e dei bozzetti. Il disegno è stato schedato da Franca Merluzzi con il numero 5.16 nella sezione 5. Disegni e studi per vedute e paesaggi del catalogo della mostra di Sauris. Nonostante manchi la firma, l'attribuzione a Giuseppe Barazzutti è assolutamente certa poiché si conoscono le circostanze in cui l'opera è entrata a far parte della collezione e le note sul disegno sono di pugno del pittore, come conferma il proprietario Silvano Crapiz.
Giuseppe Barazzutti, Giuseppe Barazzutti. La bottega d'arte, Mariano del Friuli (GO) 1994
Merluzzi F., Pitors a Glemone, in Glemone, Udine 2001
Fiorini R., La casa dei friulani, Udine 1999
Merluzzi F./ Bucco G., Il gemonese Giuseppe Barazzutti veratile artista tra sacro e profano, in Ce Fastu?, Udine 1993, LXIX
Alpago Novello A./ Nogaro G., Carnia. Introduzione all'Architettura minore, Milano 1973
Bertossi S., Vecchie case dei Forni Savorgnani. Forni di Sopra, Forni di Sotto, Udine 1973