sul fronte: BELINA / 6-9-88
sul fronte: LOLA / 29-3-88
sul fronte: AMANDA / 29-6-88
sul fronte: MANZOTA / 18-10-88
sul fronte: GIGLIOLA / 13-4-88
sul fronte: SIMPATICA / 17-2-88
sul fronte: COLONBA
tavoletta rettangolare dipinta di nero, con anellino mediano sul retro del lato superiore, per appenderla, che riporta il nome e la data di fecondazione dell'animale
le mucche, specialmente quelle che davano il vitellino e il latte indispensabili alla vita della famiglia, erano considerate parte della famiglia e, come tali, veniva loro assegnato un nome per distinguerle, riconoscerle e parlarne, almeno finché erano poche. I criteri che ispiravano la scelta potevano essere vari: ci si riferiva alla conformazione fisica o alle caratteristiche somatiche (Belina, Manzota) al mantello o a sue particolarità, al comportamento o al carattere della bestia (Simpatica), a nomi di animali (Colomba), o di piante, fiori, frutti, cose (Gigliola), o ancora all'origine della bovina o a nomi di donna, (in tempi recenti anche personaggi famosi) (Amanda, Lola).
Chiardia G., Le bestie della stalla nelle tradizioni popolari del Friuli Occidentale, in Tiere furlane, 2012
Colledani G., Onomastica bovina d’antan, in Tiere furlane, 2011
Zoldan C., Spunti di onomastica bovina da contratti di soccida e compravendite in territorio di Sacile nel XVI secolo, in Sot la Nape, Udine 2006
Rieppi A., I nomi delle bestie da lavoro nel Cividalese, in Ce fastu?, Udine 1944
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