sul codolo: 11
sul codolo: 13
sul codolo: 14
sul codolo: 14
sul codolo: 15
sul codolo: 16
sul codolo: 17
sul codolo: 22
sul codolo: 24
sul codolo: 28
sul codolo: XXX
Le punte sono ricavate da tondini di ferro forgiati e appiattiti, in modo da formare un cilindro con una scanalatura elicoidale. Questa fa salire il legno tagliato permettendone l'eliminazione senza bisogno di estrarre il ferro durante l'operazione. Al centro delle due lamette orizzontali taglienti c'è una piccola appendice a spirale per la centratura del punto da cui iniziare il foro. Il lati opposti, che fungono da codolo per l'innesto nel trapano, hanno sezioni rastremate quadrate, triangolari e, in un caso, tonda. Nei vari codoli sono incise le misure (si riportano in ordine crescente): 11, 13, 14, 14, 15, 16, 17, 22, 24, 28. Una punta presenta incise tre X verticali. Sono presenti alcuni marchi illeggibili.
La zona da cui provengono gli oggetti del Museo di Farra si trovava sotto l'impero austroungarico fino agli anni 20 del XX secolo, dopo la prima guerra mondiale. Vista la situazione di confine ed il periodo storico, l'attrezzo potrebbe essere stato realizzato sia nell'attuale Italia, che in Austria, Slovenia o in altri paesi. Costantini/Mattaloni/Petrussi riportano che, a seconda della grandezza, in friulano i succhielli venivano chiamati con diversi nomi: dal più piccolo #virìgule#, a #furdùcje#, #ceolàrie#, #mòscule#, a #foradòrie# il più grande.
Storia vite vino Friuli, Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, Udine 2017
Costantini E./ Mattaloni C./ Petrussi C., La vite nella storia e nella cultura del Friuli, Udine 2007, II
Museo Documentazione Colmello Grotta, Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Mariano del Friuli (GO) 1993
Società Adriatica Ferramenta e Metalli, Catalogo Generale 1927, Venezia 1927
Andreani I., L'arte nei mestieri. Il falegname, Milano 1916