Ferro da stiro in ottone, dal corpo piuttosto piatto, con larga apertura sul lato posteriore per l'introduzione dell'anima riscaldata, chiusa da una paretina d'ottone che si solleva e abbassa per mezzo di una lunga asticella con pomolo di legno. Il ferro ha un'impugnatura di legno sorretto da due sostegni lavorati a volute. Uno di essi è spezzato a metà altezza, in corrispondenza del foro che permetteva, per mezzo di un chiodo, di fissarvi l'asticella della paretina posteriore.
I ferri da stiro d'ottone, pur non essendo rari, erano certamente meno comuni di quelli di ferro e ancora meno comune appare questo ferro per l'eleganza della linea e soprattutto dei sostegni del manico lavorati e decorati, per cui sembra probabile che sia appartenuto a una famiglia borghese di città piuttosto che a una casa di artigiani o contadini. Giovanni Cossar nell'inventario suggerisce che il manico originale sia stato sostituito da quello attuale, che infatti appare più recente e alquanto più rozzo.
Ferrario E., Dieci secoli di stiratura. Storia, tecniche, strumenti, Novara 1990