L’edificio è collocato ai margini del parco privato della famiglia Pitter, lungo via Giovanni Battista Damiani e, in prossimità di via Mazzini, in aderenza ad un edificio preesistente, sostituito nel 1981 dalla «Copper Haus» progettata dallo stesso Gianluigi Furlan, e dall’architetto Luciano Campolin. La relazione con il paesaggio circostante viene enfatizzata dalla prosecuzione del verde esistente attraverso una fascia a prato condominiale che si pone in relazione con il ritmo delle terrazze su di esso aggettanti. L’edificio è costruito con un telaio in calcestruzzo armato e tamponamenti in laterizio. La copertura è a padiglione che appare tuttavia ribassato e nascosto da uno sporto lineare che ne occulta la vista. Ad eccezione del basamento, l’intera facciata è rivestita in klinker marrone scuro, già utilizzato dagli stessi progettisti nel Condominio Attico, opera del 1964. A completamento della facciata, le forometrie vengono sottolineate da cornici in marmo e completate dalla presenza di serramenti in legno Douglas.
Questo edificio venne commissionato con il chiaro intento di trasformare il costruito esistente in un unico complesso abitativo, aumentandone la densità abitativa. L’attività di progettazione coinvolse gli architetti Mario Scaini ed il nipote Gianluigi Furlan, e si sviluppò nell’arco di quattro anni (1966-1970), nei quali vennero presentate differenti soluzioni di articolazione volumetrica. L'edificio fu realizzato tra il 1970 ed il 1971.
L’edificio è costruito con un telaio in c.a, e tamponamenti in laterizio. La copertura è a padiglione ribassato e nascosta da uno sporto piano. Ad eccezione del basamento,l’intera facciata è rivestita di klinker.
Pordenone Novecento, Pordenone Novecento. Guida alle architetture, Pordenone 2016
Carlini S./ Francescutti E./ Martinuzzi S./ Memoli C./ Monguzzi C./ Perissinotto G., I palazzi della provincia. La nuova sede., Pordenone 2004