Il progetto definì un impianto dalle forme semplificate, tuttavia caratterizzato da elementi di continuità con l’edilizia storica la riproposizione del portico, del piano nobile e del coronamento, evidenziati anche con l'uso di materiali diversi. La facciata, rivestita in pietra, è trattata come un piano da cui emergono gli elementi a sbalzo in ferro verniciati di verde che segnalano un piano ammezzato destinato ad uffici. L’autonomia del piano di facciata è sottolineata sia nella sua interruzione anticipata rispetto all’angolo tra le due strade sia in copertura, dove la volta a botte in rame appare tagliata al fine creando un terrazzo a giardino pensile. Alla facciata urbana su via Giovanni Battista Damiani si contrappone, sul retro, un prospetto meno monumentale, segnato da terrazze e vetrate maggiormente legate al carattere residenziale dell’edificio. Il condominio venne denominato dagli stessi autori «Copper Haus», ovvero "Casa di rame", materiale che caratterizza la copertura e lo identifica ancor oggi nel paesaggio urbano.
L’edificio, posto tra via Giuseppe Mazzini e via Giovan Battista Damiani, venne progettato per la società Finvest s.p.a. a partire dal 1981 e il 1983 da Gianluigi Furlan (Giannino) con la collaborazione di Luciano Campolin; la costruzione venne completata nel 1989 a seguito di alcune varianti sia esterne che interne all'immobile.
Struttura realizzata con telaio in c.a., solai di piano in laterocemento
Pordenone Novecento, Pordenone Novecento. Guida alle architetture, Pordenone 2016
AA.VV., Giannino Furlan architetto, Pordenone 2001