La tipologia scelta per l’intervento trova corrispondenza con gli edifici esistenti nel quartiere, prevalentemente composto da ville singole. L’area a confine con il Parco San Valentino si giova della visuale che compensa la ridotta dimensione del lotto. La villa presenta un volume principale di tre livelli: un seminterrato e due piani fuori terra, affiancati da un corpo laterale ad unico livello. Il volume principale è caratterizzato da uno spazio di larghezza corrispondente all’intero corpo di fabbrica denunciato in facciata dalle finestre a taglio verticale. Il riferimento all’opera di Frank Lloyd Wright appare chiaro, già nell'impianto planimetrico. La natura assume un’importanza fondamentale all’esterno, mentre la distribuzione interna della casa è imperniata sul camino: su di esso si sviluppa la scala che collega i tre livelli. L’uso del mattone faccia a vista e del legno quali materiali di rivestimento, completano il riferimento all'architettura di Wright. Anche strutturalmente le pareti perimetrali sono realizzate in mattone pieno; i solai sono invece in laterocemento, mentre le fondazioni e le scale sono in calcestruzzo armato. Le finiture, oltre al legno di rovere per i serramenti, ripropongono l’uso di materiali naturali: per le pavimentazioni il legno e la pietra, per il manto di copertura i coppi in laterizio. All’esterno si possono notare le modifiche apportate dalla ristrutturazione compiuta dallo studio associato Furlan&Pierini nel 2005.
L’architetto Gianluigi Furlan scelse per la sua casa una lottizzazione realizzata negli anni Cinquanta, già densamente abitata, ma che presentava aree ancora non edificate al limite del parco San Valentino. L'edificio venne realizzato tra il 1974 ed il 1976.
La struttura è realizzata in pareti perimetrali di mattone pieno; i solai sono invece in laterocemento, mentre le fondazioni e le scale sono in calcestruzzo armato.
Pordenone Novecento, Pordenone Novecento. Guida alle architetture, Pordenone 2016
AA.VV., Giannino Furlan architetto, Pordenone 2001